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Dopo la pandemia, il trionfo delle dogane. Il punto critico di Corrado Formigli

Di Corrado Formigli
·2 minuto per la lettura
Photo credit: Francesco Carta fotografo - Getty Images
Photo credit: Francesco Carta fotografo - Getty Images

From ELLE

C’è un effetto a medio termine che non abbiamo ancora calcolato quando, in Italia e in tutta Europa, saremo finalmente vaccinati: il nazionalismo di ritorno. Non un nazionalismo di stampo ideologico, non il trionfo continentale della politica sovranista dei vari Salvini, Orban, Le Pen. No. Il rischio di un feroce nazionalismo sanitario. Il trionfo delle dogane. Ogni nazione vaccinata chiuderà le frontiere ai Paesi ritenuti non sicuri. In confronto al muslim ban varato da Donald Trump come primo atto del suo mandato presidenziale – il divieto di sbarco negli Usa per i cittadini di sette nazioni a maggioranza islamica – i bandi ai confini delle nazioni Ue potrebbero essere ben più vasti. E destare purtroppo meno scandalo.

Perché corriamo questo rischio? Perché vi sono vaste aree del pianeta dove la popolazione non si sta vaccinando affatto. Prendiamo l’Africa. Abbiamo pochissimi dati sui contagi, i decessi e le vaccinazioni in corso. Ci sono nazioni i cui governi corrotti acquistano lotti vaccinali a prezzo ribassato grazie al programma internazionale per l’accesso equo alle dosi, Covax, non per vaccinare i propri cittadini ma solo per rivenderli sul mercato parallelo a quattro cinque volte di più. L’Africa ha la popolazione più giovane del pianeta, quindi il tasso di letalità del covid è molto più basso che in Europa o negli Usa. Ma il virus circola ugualmente, anche se magari più spesso asintomatico, e sviluppa varianti a noi sconosciute. Ecco perché, in mancanza di un programma massiccio di vaccinazione gratuita e capillare nei Paesi più poveri, c’è il pericolo non solo che le nazioni vaccinate chiudano le frontiere, ma che impediscano ai loro cittadini di viaggiare nei continenti considerati poco sicuri per evitare il rischio di importare varianti non coperte dei nostri vaccini.

È quello che sta già facendo Boris Johnson nel Regno Unito, dove chi esce dal Paese senza un serio motivo di salute o di lavoro si becca una multa di oltre 5.000 sterline. Uno scenario da incubo per chi si illude di poter tornare presto a viaggiare per il mondo come prima. Dovremo dotarci, temo, di mappamondi con le nazioni covid-free ben evidenziate. E prepararci a combattere una nuova battaglia ideale per chiedere la liberazione dei brevetti vaccinali e un piano globale per l’Africa. O le avventure nel mondo che tanto abbiamo desiderato resteranno ancora a lungo un sogno.