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Doppia quotazione di Alibaba a Hong Kong: la prima di una lunga serie?

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Doppia quotazione di Alibaba a Hong Kong: la prima di una lunga serie?
Doppia quotazione di Alibaba a Hong Kong: la prima di una lunga serie?

Le crescenti tensioni tra Usa e Cina spingono le aziende cinesi quotate negli Stati Uniti a farlo anche a Hong Kong. Roger Merz (Vontobel AM) spiega a quali condizioni possono essere un’occasione per gli investitori

Alla luce degli sforzi del governo di Pechino per "riportare a casa" le aziende leader cinesi e in considerazione dell’evoluzione delle tensioni tra Washington e Pechino, il mercato azionario di Hong Kong dovrebbe registrare un significativo aumento del numero di quotazioni di azioni di società cinesi quotate oggi negli Stati Uniti. Apripista, in questo senso, Alibaba che ha collocato il 26 novembre 2019, cioè circa 5 anni dopo la quotazione primaria alla NYSE avvenuta il 19 settembre 2014, il 2,7% del suo capitale sociale a Hong Kong come quotazione secondaria. Una mossa caldeggiata da Pechino ma voluta anche per agevolare l'accesso a investitori cinesi e asiatici.

HOLDING FOREIGN COMPANIES ACCOUNTABLE ACT

“L’Holding Foreign Companies Accountable Act del governo statunitense mira a escludere le società cinesi dagli investitori americani e porterà probabilmente ad un maggior numero di società che seguiranno l'esempio di Alibaba", fa sapere Roger Merz, Head of mtx Portfolio Management di Vontobel Asset Management. "Nel giugno 2020, NetEase e JD.com hanno già completato una doppia quotazione a Hong Kong”.

GLI ATTUALI STRINGENTI CRITERI DELLA QUOTAZIONE AD HONG KONG

Nel caso in cui le società cinesi quotate negli Usa non aprissero i propri libri contabili alle autorità di regolamentazione statunitensi dovranno essere delistate negli Stati Uniti entro 3 anni dall'entrata in vigore della legge. Inoltre, solo l'11% delle società quotate al NYSE e al NASDAQ sono ammissibili per una seconda quotazione a Hong Kong dove vigono attualmente regole stringenti. Sebbene gli operatori di mercato prevedano in futuro criteri meno severi, al momento le aziende devono o superare una capitalizzazione di mercato di 40 miliardi di dollari di Hong Kong (HKD) ovvero 5,1 miliardi di dollari USD, oppure la combinazione di una capitalizzazione di mercato di 10 miliardi di HKD e di un fatturato di 1 miliardo di HKD.

COME ATTRARRE I TRADER AD ALTA FREQUENZA

Sotto il profilo del trading di mercato, i volumi sul titolo Alibaba raggiungono a Hong Kong soltanto il 17% del controvalore sul NYSE. Perché titoli come questo possano registrare un aumento importante dovrebbero essere soddisfatti diversi aspetti. “L'inclusione nell'indice Hang Seng, con conseguente afflusso di strumenti passivi, fornirebbe un forte impulso come pure l’approvazione delle quotazioni secondarie per il Southbound Stock Connect", spiega Merz. "Questo consentirebbe agli investitori della Cina continentale di acquistare le azioni a Hong Kong”. Secondo l'esperto di Vontobel Asset Management, la limitazione delle commissioni da parte della Borsa di Hong Kong e, soprattutto, la riduzione delle tasse sulle transazioni da parte del governo consentirebbero di incrementare i volumi di negoziazione dei trader ad alta frequenza della NYSE. Volumi che costituiscono oltre il 60% del volume di negoziazione negli Stati Uniti e che pertanto garantiscono la liquidità degli scambi.

FOCUS SUI VOLUMI DEGLI SCAMBI

Proprio la liquidità rappresenta l’elemento essenziale per il successo di queste quotazioni. Metz ritiene che le posizioni degli investitori nelle aziende quotate a Hong Kong possano costituire una salvaguardia per la partecipazione a lungo termine al successo di queste società. Tuttavia, aggiunge l’esperto, i volumi di scambio sul mercato dei titoli devono essere in relazione alle dimensioni della posizione dell'investitore per garantire la liquidità necessaria.