Doppi lavori irregolari nella Pubblica Amministrazione

Un nuovo scandalo ha colpito ACEA, la multiservizi romana già travolta da parentopoli e che vede ora due suoi alti dirigenti (il responsabile della sicurezza interna dell'acqua e della luce e il responsabile della sezione informatica) accusati di peculato, truffa e falso. Sostanzialmente, secondo gli investigatori che li hanno pedinati e fotografati per mesi, i due timbravano regolarmente il cartellino, ma poi lasciavano l'ufficio per andare a vendere automobili in un autosalone di proprietà di uno di loro. Il caso si arricchisce poi di vari risvolti allo studio degli inquirenti nella misura in cui i due accusati sarebbero stati assunti per chiamata diretta da parte dell'amministratore delegato di ACEA, Marco Staderini, e almeno uno sarebbe stato caldeggiato addirittura dal sindaco Alemanno, nonostante la laurea presentata in Scienze dell'investigazione parrebbe rilasciata da un'universtità americana inesistente. Sotto esame anche una lunga lista di rimborsi per trasferte che, sempre secondo le accuse, potrebbero risultare solo delle coperture per il tempo dedicato al doppio lavoro fuori dalla società.

È  questo solo l'ultimo dei casi che riguarda i cosiddetti doppiolavoristi che nella Pubblica Amministrazione svolgono illecitamente attività al di fuori della loro occupazione ufficiale. Illecitamente perché la legge prevede che i dipendenti pubblici possano svolgere un'attività professionale al di fuori dell'orario di lavoro "purché lo svolgimento del lavoro venga preventivamente portato a conoscenza della Pubblica Amministrazione di appartenenza ai fini della valutazione della sussistenza di situazioni di incompatibilità o di conflitto d’interesse con la stessa". E proprio la manifesta incompatibilità e il palese conflitto d'interesse hanno probabilmente spinto i 3.300 dipendenti pubblici scoperti lo scorso anno dalla Guardia di Finanza e dagli ispettori della Funzione Pubblica a svolgere un secondo lavoro senza l'autorizzazione dell'amministrazione dalla quale erano assunti. Un'illecito che, oltre al problema dell'assenteismo, secondo gli inquirenti ha portato a un guadagno illecito di oltre  20 milioni di euro, sottraendo alle casse dello stato quasi 55 milioni.

Il profilo di questo tipo di doppiolavorista è trasversale: riguarda tutti gli enti, dalle università alle amministrazioni locali, dalle aziende sanitarie fino addirittura alla stessa Agenzia delle Entrate, e va dagli impiegati di livello più basso che cercano di arrotondare uno stipendio modesto applicando la tipica arte di arrangiarsi fino ai dirigenti più alti, spesso colti a rilasciare consulenze da svariate migliaia di euro, fino a cifre che toccano i 100mila. Almeno nel caso di un geometra di un'amministrazione provinciale denunciato lo scorso anno, queste consulenze venivano addirittura rilasciate per gli stessi progetti e le stesse pratiche che poi avrebbe dovuto analizzare e approvare nel suo ruolo ufficiale all'interno dell'ente. Il record finora segnalato spetta però a un dipendente che si sospetta abbia provocato un danno all'erario di  2 milioni e mezzo di euro, in quanto titolare contemporaneamente di più rapporti di pubblico impiego oltre a svolgere al di fuori di essi anche 62 incarichi nel giro di qualche anno come avvocato, fatturando con la partita IVA di cui era titolare in quanto intestatario di un'attività commerciale di ristorazione.
Per tutti i doppiolavoristi per i quali viene provato l'illecito, la legge prevede che lo stato incameri non solo le somme guadagnate illegalmente dai lavoratori ma anche quelle derivanti dalle sanzioni comminate ai committenti che si sono avvalsi delle prestazioni irregolari dei dipendenti pubblici. Queste somme vanno poi a incrementare i fondi di produttività dei dipendenti pubblici. Ecco perché nella lotta agli sprechi nel settore pubblico, quella contro questa pratica ha un ruolo centrale.

Spending review, Guerrini (Rete Imprese): andare avanti -VideoDocRoma, (TMNews) - Andare avanti con la spending review: è l'invito che Giorgio Guerrini di Rete Imprese rivolge al governo guidato da Mario Monti. Secondo Guerrini è necessario "fare tagli selettivi perchè in questo Paese si sprecano enormi quantità di denaro in modo non produttivo": il suggerimento è di "andare a tagliare molti rami secchi che impediscono alla nostra pianta di crescere, non intaccando posizioni sociali importanti ma togliendo i tanti privilegi di cui non possiamo più permetterci il mantenim