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Downgrade rating, Italia come Bulgaria e Lituania

Angela Iannone
S&P: In Italia da banche taglio al credito da 44 mld nel 2012

Ancora  tagli. Questa volta non si tratta di stipendi o spesa pubblica, ma del "giudizio" che le agenzie di rating hanno dell'Italia.

E' di oggi infatti la notizia che Standard & Poor's ha declassato nuovamente l'Italia, tagliando il rating da BBB+ a BBB. La decisione, spiega in una nota l'agenzia americana, arriva per "effetto di un ulteriore indebolimento della crescita sulla struttura e la resistenza dell’economia italiana" e per "la mancata trasmissione sull’economia reale della politica monetaria espansiva della Bce con i tassi dei prestiti alle imprese che rimangono ben sopra i livelli pre-crisi".

La situazione non è rosea e leggendo il documento pare che non può fare altro che peggiorare: secondo S&P, infatti, l'outlook negativo che riceve oggi l'Italia è solo l'inizio di una lenta discesa, perchè "c’è almeno una chance su tre che il rating possa essere ridotto ancora nel 2013 o nel 2014".

L'Italia da oggi si trova esattamente un gradino al di sotto del livello peggiore, quello "junk", ovvero, spazzatura, il giudizio più basso che esiste, quello che fa perdere ogni speranza da parte dei mercati internazionali ad investire sul paese. A dirlo, sono ancora una volta i dati dell'agenzia sull'economia italiana, dati che parlano di una contrazione economica dell’1,9%, con il Pil pro capite nel 2013 pari a 25 mila euro, "al di sotto dei livelli del 2007" e un debito al 129% del Pil alla fine del 2013 che non scenderà "a meno che il surplus di bilancio, con l’esclusione delle spese per interesse, non si avvicinerà al 5% del Pil".

A spingere S&P a tagliare ulteriormente il rating sono state le politiche "lassiste" del governo italiano in materia di crescita economica e di conti pubblici, come la sospensione dell'Imu e dello stop all'aumento dell'Iva, che hanno influito negativamente sugli obiettivi di bilancio per il 2013 "potenzialmente a rischio per il differente approccio nella coalizione di governo".
Scelte sbagliate, secondo l'agenzia di rating, che hanno portato alla situazione attuale e al downgrade. Da oggi, per le agenzie e per i mercati, l'Italia è economicamente giudicata alla stregua di paesi come la Bulgaria e la Lituania e sempre più vicina ad altri in crisi come la Spagna (BBB-) o la Romania (BB+). L'economia italiana è debole e instabile, addirittura più instabile di paesi appartenenti ai PIIGS come l'Irlanda (BBB+).