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Draghi alle Regioni: chi vaccina gli anziani, riapre

Pietro Salvatori
·Giornalista politico, Huffpost
·2 minuto per la lettura
(Photo: Mondadori Portfolio via Mondadori Portfolio via Getty Im)
(Photo: Mondadori Portfolio via Mondadori Portfolio via Getty Im)

“È chiaro che le Regioni che sono più avanti nelle vaccinazioni con fragili e più vulnerabili sarà più facile riaprire”. La nuova bussola del governo la fissa direttamente Mario Draghi irrompe nel dibattito in maggioranza sulle riaperture e nelle perplessità sull’andamento della campagna vaccinale indicando una nuova bussola: “La priorità è vaccinare gli over 60, tutto dipende da questo”. Lo dice in relazione al caos su AstraZeneca (a brevissimo arriverà una direttiva del commissario all’emergenza, il generale Francesco Figliuolo), e individua nei 75/80enni e nelle categorie fragili la priorità assoluta per le prossime settimane. Non accetta critiche al governo, si dice “molto ottimista sull’andamento del piano vaccinale e sulla collaborazione con le Regioni”, che poco prima aveva incontrato per fare il punto sul Recovery plan.

I ritardi, a suo avviso, hanno una serie di responsabili. In primo luogo di una “campagna contrattuale, per così dire, leggera”. Dito puntato sugli accordi tra Unione Europea e case farmaceutiche, che a suo avviso tutelano più le seconde che la prima. “Avremo bisogno di continuare a vaccinarci negli anni a venire - prosegue - e i contratti verranno fatti meglio”. L’elenco prosegue con “alcune defaillance di chi li produce. La sensazione, come si dice a Roma, è che per esempio AstraZeneca abbia venduto le proprie dosi per due o tre volte l’una”. Il dito torna poi a puntare a Bruxelles: “C’è il tema delle esportazioni: se un’azienda rispetta le forniture non ci sono problemi, se non lo fa insorgono. Bisogna considerare che l’Europa esporta quelli che produce in tutto il mondo, anche verso quei paesi che non lo fanno. La Commissione ultimamente ha indicato i criteri di reciprocità e proporzionalità. Parole inter...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.