Italia markets closed
  • FTSE MIB

    22.848,58
    -214,97 (-0,93%)
     
  • Dow Jones

    30.932,37
    -469,64 (-1,50%)
     
  • Nasdaq

    13.192,35
    +72,92 (+0,56%)
     
  • Nikkei 225

    28.966,01
    -1.202,26 (-3,99%)
     
  • Petrolio

    61,66
    -1,87 (-2,94%)
     
  • BTC-EUR

    36.870,11
    -3.065,45 (-7,68%)
     
  • CMC Crypto 200

    912,88
    -20,25 (-2,17%)
     
  • Oro

    1.733,00
    -42,40 (-2,39%)
     
  • EUR/USD

    1,2088
    -0,0099 (-0,81%)
     
  • S&P 500

    3.811,15
    -18,19 (-0,48%)
     
  • HANG SENG

    28.980,21
    -1.093,96 (-3,64%)
     
  • Euro Stoxx 50

    3.636,44
    -48,84 (-1,33%)
     
  • EUR/GBP

    0,8667
    -0,0026 (-0,30%)
     
  • EUR/CHF

    1,0965
    -0,0048 (-0,43%)
     
  • EUR/CAD

    1,5380
    +0,0036 (+0,24%)
     

Draghi e i richiami alle “scelte difficili”

Red
·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 3 feb. (askanews) - Pragmatismo e dialogo a tutti i livelli. Ma valutazioni basate sui fatti. Diplomazia e networking, ma anche velocità e "scelte difficili", quando necessario. Perché in una crisi che ha paragonato a "una guerra" e in cui i problemi sono "più gravi di quanto sembri", l'esitazione, o peggio, l'inazione, rischiano di causare danni irrecuperabili.

A rileggere alcuni degli interventi che, nei mesi passati, Mario Draghi ha rilasciato su economia globale e crisi pandemica, emerge la consapevolezza che l'ex presidente della Bce, già governatore della Banca d'Italia e direttore generale del Tesoro ha sulle prospettive della Penisola nella sua riposta al Covid.

L'aspetto più delicato su cui dovrà intervenire è rappresentato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che l'Italia deve presentare e farsi approvare dalla Commissione europea per accedere ai 209 miliardi di euro che le spettano da Next Generation Eu. E già su questo aspetto, qualche aspettativa ce la si può fare in base a un recente documento del G30 che Draghi ha curato assieme a vari tecnici e all'ex capo economista del Fondo monetario internazionale, Raghuram Rajan.

Bisogna agire "con urgenza", perché "la crisi di solvibilità sta già erodendo la tenuta delle imprese in molti Paesi. Il problema è peggiore di quanto appaia in superficie", avvertiva il paper. Perché le massicce liquidità e confusione causata da una crisi anomala "stanno mascherando la portata dei rischi", in particolare quello che si possa innescare un effetto valanga di fallimenti .

Il focus eccessivo sulla fornitura di credito rischia di sovraccaricare le imprese di debiti. E poi - e sembrano moniti tagliato anche sul quadro Italiano - il G30 metteva in guardia dagli "eccessi" di decisionismo diretto dello Stato e, soprattutto, avvertiva che il livello raggiunto dalla spesa pubblica appare "insostenibile", vista la durata potenziale della crisi.

Per questo venivano anche elencate una serie di raccomandazioni su più versanti. Che in estrema sintesi consistono nell'usare al meglio le risorse. E difficilmente questo potrà conciliarsi con il proseguimento di "bonus" ai settori più disparati, che a loro volta moltiplicano procedure e fardelli burocratici.

Anche perché, e qui si passa a un monito che Draghi lanciò nel suo intervento al Meeting di Rimini, in pieno agosto, bisogna fare una distinzione tra debito pubblico "buono", quello che serve a sostenere e potenziare la crescita di oggi e del domani, e debito "cattivo".

Scelte "difficili", quindi - e oggi, annunciando di aver accettato l'incarico, Draghi ha parlato di "momento difficile" - in cui potrebbe essere non facile assicurare l'appoggio parlamentare necessario a approvare i provvedimenti da prendere. Su questo, anche da capo della Bce, però, Draghi ha dimostrato una capacità molto sviluppata di saper costruire consenso e alleanze.

Ad esempio quando fu necessario allestire il quantitative easing della Bce, che venne di fatto annunciato con la celebre frase "whatever it takes". Da successive ricostruzioni di stampa emerse che in precedenza Draghi era riuscito a assicurarsi con una caparbia azione diplomatica sostegno a questa iniziativa in varie cancellerie, così confinando l'ostilità da parte di alcuni falchi del Consiglio Bce e impedendo che questi, poi, potessero sabotare il Qe.

Lo scorso marzo, in un articolo sul Financial Times - in cui citò ben sei volte la parola "guerra" in analogia alla crisi Covid - Draghi avvertiva come la priorità non dovesse essere soltanto "assicurare reddito a chi ha perso il lavoro. Dobbiamo innanzitutto evitare che le persone perdano il lavoro. Se non lo faremo, emergeremo da questa crisi con un livello permanente di minore occupazione e capacità di produzione". E anche guardando ai conti, distruggere lavoro e capacità produttive sarebbe peggio di accumulare debito.

"Nelle attuali circostanze il pragmatismo è necessario. Dobbiamo accettare l'inevitabilità del cambiamento con realismo, dobbiamo adattare i nostri comportamenti e le nostre politiche. Ma non dobbiamo rinnegare i nostri principi. Dalla politica economica - spiegava ancora Draghi - ci si aspetta che non aggiunga incertezza a quella provocata dalla pandemia e dal cambiamento".

Più in generale, sui valori ai quali potrebbe attendersi un Draghi capo di governo, può essere utile tornare agli ultimi giorni in cui era alla guida della Bce, a ottobre 2019 quando in occasione della laurea honoris causa dell'Università Cattolica del Sacro Cuore tenne uno dei suoi ultimi discorsi. Affermò come "conoscenza, coraggio e umiltà" siano le tre caratteristiche solitamente alla base delle "decisioni che consideriamo buone".

"Oggi viviamo però in un mondo in cui la rilevanza della conoscenza per il policy making è messa in discussione. Sta scemando la fiducia nei fatti oggettivi, riportati da fonti imparziali. La lezione della storia è invece che le decisioni destinate ad avere un impatto duraturo e positivo sono basate su un lavoro di ricerca ben condotto, su fatti accuratamente accertati e sull'esperienza accumulata", avvertiva Draghi. (di Roberto Vozzi).