Draghi invita ad andare avanti con riforme lavoro e a rafforzare le banche

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La crescita economica continua a essere debole, ma nel corso di quest'anno è attesa una graduale ripresa. Il presidente della Bce (Toronto: BCE.TO - notizie) , Mario Draghi , ha spiegato in conferenza stampa, dopo il consiglio direttivo della Bce che ha lasciato fermi i tassi di interesse allo 0,75% (''si è discusso di un taglio dei tassi nella riunione di oggi ma c'è stato un consenso unanime su tenerli fermi e non ci sono ragioni per cambiarli), che sull'attività economica continuano a pesare le persistenti incertezze e le correzioni di bilancio in atto nei settori finanziari e non finanziari.

L'economia dovrebbe riprendersi gradualmente nel corso dell'anno con il miglioramento della domanda internazionale, sulla scia della politica monetaria accomodante della Bce e col miglioramento della fiducia dei mercati. Ma nessuno si illuda. Per quanto in miglioramento sulle prospettive economiche dell'area euro Draghi non vede certo segnali di una ripresa forte o anticipata. "Non ci sono margini di esuberanza. E del resto non mi pare che ci sia esuberanza, semmai assistiamo a una normalizzazione".

Vi sono qua e là alcuni segnali di miglioramento del quadro ma sono "esempi limitati e contenuti". Ci sono segnali che la frammentazione nell'eurozona sta migliorando ma, ha avvertito, questo non si vede nell'economia reale. Draghi ha così escluso un'exit strategy dalle varie misure anticrisi approntate nei mesi passati. "Sarà l'andamento dell'economia a mostrare quando sarà il caso di avviare un'interruzione delle misure straordinarie adottate", ha precisato.

E' chiaro che bisogna vedere segni di ripresa prima di pensare a un'uscita. Per ora le pressioni inflazionistiche nell'Eurozona sono destinate a restare moderate e le previsioni restano fermamente ancorate agli obiettivi della Bce di mantenere il tasso di aumento dei prezzi poco al di sotto del 2%.

"Alla Bce il nostro mandato non è puntare alla piena occupazione, come alla Fed che ha un doppio mandato su prezzi e lavoro, il nostro mandato è preservare stabilità dei prezzi", ha spiegato. "Ma questo non significa che non prendiamo in considerazione l'occupazione. I livelli di occupazione e di attività economica sono molto importanti per la stabilità dei prezzi".

Il numero uno dell'Istituto centrale si è soffermato, in particolare, sull'elevata disoccupazione giovanile nell'Eurozona, legata a un mercato del lavoro duale dove i giovani hanno scarse tutele mentre i vecchi ne hanno molte, quindi la disoccupazione si concentra sulla parte giovane della popolazione.

In generale, "i rischi per le prospettive economiche dell'eurozona continuano a essere orientati al ribasso", ha ribadito il numero uno dell'Istituto centrale. I governi dell'area euro devono quindi proseguire con le riforme del mercato del lavoro e dei servizi, in modo da aumentare la competitività e stimolare la crescita del pil e dell'occupazione.

Il maggior rischio per l'economia dell'Eurozona è che i governi non agiscano. In quest'ottica, "il consolidamento fiscale non deve essere solo portato avanti ma anche attuato in modo bilanciato, con la giusta combinazione di tagli alla spesa e di tasse". Il numero uno dell'Eurotower ha poi aggiunto che il calo dei rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi più vulnerabili dell'Eurozona deve essere consolidato da un ulteriore miglioramento dei conti pubblici.

E' altresì essenziale continuare il processo di rafforzamento della solidità delle banche per avere un'appropriata trasmissione della politica monetaria nell'eurozona. Nelle ultime settimane e mesi, ha notato, i livelli dei depositi presso le banche dei Paesi periferici dell'area euro sono risaliti. Apprezzato anche il recente accordo che ammorbidisce l'interruzione delle nuove regole previste dal Basilea 3 sui requisiti di capitalizzazione delle banche.

Se dunque da una parte, da un punto di vista finanziario, si sta tornando a una "situazione normale", dall'altra non c'è ancora una forte ripresa. Potrebbe esserci una certa "esuberanza in alcune situazioni locali del sistema finanziario su cui la Bce ha gli occhi puntati", ha concluso Draghi, facendo riferimento ad alcuni non specificati casi di leverage buyout.

Dopo le dichiarazioni di Draghi il Ftse Mib (Milano: FTSEMIB.MI - notizie) di Piazza Affari sale dell'1,05% a quota 17.507 punti. Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti resta sotto quota 270, a 262 punti, dopo l'asta dei bot annuali, collocati con successo dal ministero dell'Economia. Il rendimento è al 4,16%.

"La novità principale emersa finora, rispetto alla riunione di dicembre, dalla conferenza del presidente della Bce riguarda l'unanimità con la quale è stata presa la decisione di lasciare invariati i tassi di interesse", commenta a caldo Annalisa Piazza di Newedge, sottolineando che la Bce sembra essere più ottimista grazie agli ultimi sviluppi sui mercati finanziari.

Il cross euro/dollaro ha toccato un massimo intraday a 1,3195, avvicinandosi così alla soglia psicologica di 1,32. Il balzo ha decisamente migliorato il quadro tecnico del cambio che per Filippo A.Diodovich, market strategist di IG (Londra: IGG.L - notizie) , potrebbe allungare verso 1,3235, ostacolo da superare per ritornare sui picchi annuali a 1,3299. "Riteniamo che le dichiarazioni di Mario Draghi potrebbero dare sostegno alla moneta unica anche nei prossimi giorni, creando i presupposti per un ritorno in area 1,33, importante resistenza non solamente in ottica di breve periodo", sostiene l'esperto di IG.

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