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Draghi: un nuovo “Whatever it takes”

Giancarlo Marcotti
 

Draghi lancia un siluro, anzi, una batteria di siluri, facendo chiaramente intendere che l’eurozona non deve implodere, costi quel che costi. Ed allora è disposto a lanciare un altro Quantitative easing.

Non è servito a nulla il primo? Anziché trarre le dovute conseguenze, ossia lasciar perdere, Draghi giunge alla conclusione esattamente opposta, ossia rilanciare un altro Quantitative easing.

Ovviamente i mercati reagiscono con euforia, Londra (+1,2%) guadagna oltre un punto percentuale, Francoforte (+2,0%) e Parigi (+2,2%), ovviamente, rientrando nell’eurozona, oltre due.

Ma è Piazza Affari che mette a segno il maggior guadagno, seduta “all green” per il nostro Ftse Mib (+2,46%), salgono tutti i 40 titoli che compongono il nostro indice principale.

Le utilities naturalmente volano stabilendo nuovo record storici: Italgas (+3,59%), Snam (+3,04%), Terna (+2,73%), Enel (+2,58%), Hera (+2,34%).

Nuovi massimi assoluti anche per Ferrari (+3,29%), Diasorin (+2,00%) e Amplifon (+1,60%).

Tuttavia in vetta alla graduatoria odierna troviamo Cnh Industrial (+4,72%), Banca Generali (+4,02%) ed Unicredit (+3,78%).

Hanno messo a segno guadagni superiori ai tre punti percentuali anche Saipem (+3,72%), Banco BPM (+3,49%), Salvatore Ferragamo (+3,29%), Tenaris (+3,18%), Stmicroelectronics (+3,09%) ed A2A (+3,09%).

Al momento sale anche Wall Street, guadagna un punto percentuale lo S&P500 (+1,0%), qualcosa di più il Dow Jones (+1,2%), meglio ancora il Nasdaq (+1,7%).

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro          

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Autore: Giancarlo Marcotti Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online