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Vaccini, Draghi sui brevetti dice nì ma sembra tanto un no

·Business editor L'Huffington Post
·2 minuto per la lettura
Altar of the Fatherland: Celebrations of April 25th. In the photo the Prime Minister, Mario Draghi. Rome (Italy), April 25th, 2021 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)
Altar of the Fatherland: Celebrations of April 25th. In the photo the Prime Minister, Mario Draghi. Rome (Italy), April 25th, 2021 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images) (Photo: Mondadori Portfolio via Getty Images)

Sono le quattro di pomeriggio quando Mario Draghi rompe il silenzio sulla svolta di Joe Biden. Con una dichiarazione più che striminzita: “I vaccini sono un bene comune globale. È prioritario aumentare la loro produzione, garantendone la sicurezza, e abbattere gli ostacoli che limitano le campagne vaccinali”. Dal sì degli Stati Uniti alla sospensione dei brevetti per i vaccini anti Covid sono passate diciotto ore. Ma soprattutto la dichiarazione del premier arriva dopo che si sono espressi tutti i leader europei (tranne Angela Merkel e questo è un elemento tutt’altro che irrilevante). C’è chi, come la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, è stato più morbido nei toni e chi come Emmanuel Macron si è dato a dichiarazioni di giubilo. Ma al di là delle sfumature tutti hanno aperto e tutti hanno parlato di Usa e di brevetti. Draghi no. Non ha citato gli Stati Uniti, né i brevetti. E non è un caso.

Non è la prima volta che Draghi interviene per ultimo o quasi rispetto ai colleghi europei. È successo con il caso AstraZeneca, ma anche con la Super League di calcio. Ma non è mai successo che il premier scegliesse una posizione più che soft, assai meditata, assai diplomatica. Attentissima a non schierarsi tra i fan della svolta americana ma nemmeno a posizionarsi nella tribuna opposta, quella delle Big Pharma che si sono scagliate contro l’amministrazione Biden. Non per questo il premier non ha preso una sua posizione. Chi ha avuto modo di parlargli racconta che ha voluto spostare il baricentro della discussione, portandola a concentrarsi sull’obiettivo da raggiungere - una maggiore produzione di vaccini - più che sul come. E già questo è un posizionamento, il posizionamento di Draghi.

È evidente che la dichiarazione, come confermano fonti di palazzo Chigi, nasce dalla...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.