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Duecento giorni di rialzi: gli investitori festeggiano

Gaetano Evangelista
·2 minuto per la lettura

Per lo S&P500 il quarto trimestre si tinge di rosa; anzi, di verde: a tre sedute dalla fine del mese, è superata l’asticella della doppia cifra percentuale. Impresa dal Dopoguerra riuscita soltanto in altre 12 occasioni. DAX nel frattempo a nuovi massimi storici.

Tornano gli acquisti dopo la pausa natalizia. Gli indici della borsa americana salgono a nuovi massimi storici, arrotondando la performance pur sontuosa fin qui messa a segno. Per lo S&P500 il quarto trimestre si tinge di rosa; anzi, di verde: a tre sedute dalla fine del mese, è superata l’asticella della doppia cifra percentuale. Impresa dal Dopoguerra riuscita soltanto in altre 12 occasioni. Ci siamo occupati nel Rapporto Giornaliero di oggi della risposta di mercato nelle settimane successive a questa performance.

Anche l’Europa partecipa all’entusiasmo degli investitori. Lo Stoxx600 si riporta a ridosso della mitica soglia compresa fra 399 e 404 punti. Come si può notare, trattasi dell’ultimo diaframma prima del massimo di febbraio. Picco ieri invece eclissato dal DAX il quale, dopo un certo appannamento, ha riassunto la leadership dei listini del Vecchio Continente. C’è chi fa notare che l’indice della borsa di Francoforte si trova in condizione analoga a quella vissuta dallo S&P500 nel 2013, allorquando si spinse per la prima volta in territori inesplorati, essendosi lasciato alle spalle il massimo storico del 2007. Sarebbe più che raddoppiato nei sette anni successivi.

Che il quarto trimestre che non senza rimpianti ci accingiamo a salutare, fosse destinato a produrre succulente performance; non ci sorprende. I semi di questi brillanti risultati sono stati gettati ad inizio anno, quando i setup stagionali allora collezionati anticipavano una simile evoluzione; nonché questa estate: quando, nonostante una stagionalità sulla carta avversa, lo S&P si produsse nel conseguimento eccezionale di un nuovo massimo storico. Lo stesso fatto che il periodo compreso fra maggio ed ottobre abbia prodotto un saldo positivo nell’ordine del 12%, la dice lunga circa le potenzialità dei mercati azionari, che adesso si manifestano sotto gli occhi di tutti.

Gli investitori si sono accorti del momento favorevole, a giudicare dal vistoso ricorso alla leva, registrato nel passato mese di novembre, stando a quanto ieri comunicato dalla FINRA. Si tratta del balzo mensile del Margin Debt più consistente degli ultimi dieci anni: per ritrovare un’espansione del debito contratto per comprare azioni, più vistosa, occorre infatti risalire a febbraio 2010. Quando il bull market era ancora in fasce.

Il 2021 Yearly Outlook, in preparazione, rivelerà fin dove/quando sarà legittimo aspettarsi la continuazione del rialzo degli ultimi duecento giorni.

Autore: Gaetano Evangelista Per ulteriori notizie, analisi, interviste, visita il sito di Trend Online