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E alla fine l'Ue rinvia il Mes, ma non sui contenuti

Angela Mauro
Italian Premier Giuseppe Conte, left, Finance Minister Roberto Gualtieri, right, and Democratic Party Lawmaker Paolo Gentiloni share a word during the parliament debate ahead of confidence vote later at the Lower Chamber in Rome, Monday, Sept. 9, 2019. Conte is pitching for support in Parliament for his new left-leaning coalition ahead of crucial confidence votes. (AP Photo/Gregorio Borgia)

Incredibilmente, dopo una lunghissima riunione a Bruxelles, i ministri dell’Economia dell’eurozona decidono di prendere tempo sul trattato sul Meccanismo europeo di stabilità. Di fatto, è un rinvio: il tanto agognato rinvio chiesto da Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, incalzati dalla propaganda leghista. Al tavolo dell’Eurogruppo è toccato a Roberto Gualtieri negoziare fino all’ultimo. Risultato: il 13 dicembre prossimo, il consiglio europeo non sarà decisivo perchè non sarà nelle condizioni di formalizzare un accordo politico sulla riforma che è diventata il tallone d’Achille della maggioranza in Italia. Nessuna discussione approfondita tra i leader in vista. Si rimanda all’Eurogruppo di gennaio pur senza alcuna promessa di cambiare i contenuti. E sull’assicurazione europea sui depositi bancari bisognerà addirittura aspettare giugno, se pure visto che non ci sono nemmeno le basi per mandare avanti il negoziato. Altro che ‘logica a pacchetto’.

Gualtieri emerge dalla riunione a notte fonda. E’ passata la mezzanotte quando il ministro dichiara davanti alla stampa. O meglio: davanti alla stampa italiana perchè a quell’ora ci sono solo i giornalisti italiani, rimasti ad attendere la fine del vertice. “E’ stato raggiunto un accordo di principio, soggetto alle procedure nazionali che verrà finalizzato successivamente - dice Gualtieri - e che ha come questione aperta in quale forma giuridica inserire i termini di riferimento delle Cacs”, vale a dire le clausole di azione collettiva che regolano la possibilità di rivedere la valutazione dei titoli del proprio debito (in caso di ristrutturazione, quindi). Ci sono tre opzioni sul tavolo, che hanno tenuto i ministri a discutere fino a tarda notte: “Se elevarle a livello di trattato - elenca il ministro - o inserirle nell’allegato”, come vorrebbero i francesi, “o se verranno comprese in un documento”.

E’ certo però che questo lavoro tecnico non si concluderà entro il...

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