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E-R, al via programma rilancio da 2,3 mln per promuovere pera Igp

·4 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 14 giu. (askanews) - Un progetto di rilancio della pera Igp dell'Emilia-Romagna e una sperimentazione innovativa per combattere la 'maculatura bruna', un parassita che, insieme alla cimice asiatica, sta mettendo in crisi il comparto, dove l'Emilia Romagna è prima in Italia per produzione: oltre il 70% delle pere italiane nasce infatti tra Ferrara, Bologna, Modena e Ravenna.

La Regione investe oltre 2,3 milioni di euro, tra quest'anno e il prossimo, per sostenere la nuova Aop, associazione di organizzazioni di produttori, oltre a contributi per la certificazione di prodotto Igp e per la promozione sui mercati nazionali ed esteri.

Il piano di rilancio della pera è stato presentato oggi in video conferenza dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, insieme all'assessore regionale all'Agricoltura, Alessio Mammi. Presenti il presidente del Cso, Paolo Bruni e il direttore scientifico Agroter e responsabile del progetto, Roberto Della Casa. Collegati da remoto l'europarlamentare Paolo De Castro, il presidente del Consorzio della pera dell'Emilia-Romagna Igp, Adriano Aldrovandi, e il rappresentante delle imprese aderenti al progetto, Mauro Grossi.

In Emilia-Romagna le perdite stimate nel 2019 come danno economico alla produzione, minore qualità e perdite nel post-raccolta hanno raggiunto un valore complessivo di oltre 206 milioni di euro. La stagione del 2020 si è presentata purtroppo in linea con l'annata precedente facendo registrare un danno economico totale di oltre 85 milioni di euro per la sola varietà Abate Fetèl, che rappresenta il 50% della produzione regionale di pere. E per il 2021 da gennaio a giugno, causa le gelate tardive, le perdite per la nostra regione si attestano complessivamente tra danno alla produzione (244.223.237 milioni di euro), danni economici sui costi fissi delle strutture (96.715.116), danni all'indotto (96.715.116) a oltre 430 milioni di euro (437.653.468). Le perdite di reddito vedono come primi fattori causali i cambiamenti climatici, sempre più intensi, e gli attacchi da cimice asiatica e da maculatura bruna.

"L'ortofrutta è un settore strategico per l'agroalimentare della nostra regione- affermano Bonaccini e Mammi- e la pera, uno dei 44 prodotti Dop e Igp che fanno dell'Emilia-Romagna la regione leader in Europa per prodotti con certificazione di qualità e origine controllata, è una delle nostre eccellenze riconosciute a livello nazionale e internazionale. Per questo la costituzione di una associazione di organizzazioni di produttori che ne custodisca e ne sviluppi tutto il potenziale rappresenta un asset economico di rilievo e da sostenere. E oltre ai primi 2,3 milioni di euro di investimento nel biennio continueremo ad appoggiare il progetto con altri fondi fino a tutto il 2024. Parliamo infatti di oltre 15mila addetti, tra attività dirette e indotto, del 35% della produzione lorda vendibile regionale, 18mila e 900 ettari coltivati, quindi occupazione e capacità imprenditoriale, valori che dobbiamo garantire anche guardando al futuro sviluppo della nostra agricoltura".

Già a partire da quest'anno, la Regione finanzierà con 120mila euro la nascente Aop pera che, anche mettendo insieme i due progetti Opera e Origine Group che si erano sviluppati in parallelo per il rilancio del frutto, aggregherà tutti i produttori dell'Emilia-Romagna per rafforzare lo sviluppo della pera Igp e quindi la qualità e riconoscibilità del frutto. Ad oggi sono già 19 le imprese, di cui sei non Op, che hanno aderito al protocollo d'intesa e che rappresentano approssimativamente fra il 60-70% della produzione gestita a livello regionale.

E nel 2022 altri 2,2 milioni di euro saranno disponibili per sostenere la certificazione del prodotto Igp come catalizzatore comune del processo di valorizzazione del prodotto e per promuovere le pere dell'Emilia-Romagna sui mercati nazionali e internazionali. Obiettivo è portare a raddoppiare la produzione certificata, da meno di 4mila a 8mila tonnellate e nel prossimo far certificare almeno il 35% della produzione controllata dall'Aop.

In Emilia-Romagna le perdite stimate nel 2019 come danno economico alla produzione, minore qualità e perdite nel post-raccolta hanno raggiunto un valore complessivo di oltre 206 milioni di euro. La stagione del 2020 si è presentata purtroppo in linea con l'annata precedente facendo registrare un danno economico totale di oltre 85 milioni di euro per la sola varietà Abate Fetèl, che rappresenta il 50% della produzione regionale di pere. E per il 2021 da gennaio a giugno, causa le gelate tardive, le perdite per la nostra regione si attestano complessivamente tra danno alla produzione (244.223.237 milioni di euro), danni economici sui costi fissi delle strutture (96.715.116), danni all'indotto (96.715.116) a oltre 430 milioni di euro (437.653.468). Le perdite di reddito vedono come primi fattori causali i cambiamenti climatici, sempre più intensi, e gli attacchi da cimice asiatica e da maculatura bruna.

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