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E se l’Italia votasse sul Green Pass come in Svizzera? Un sondaggio Swg

·3 minuto per la lettura
Swg (Photo: Swg)
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Se è vero che un’ampia maggioranza degli italiani è favorevole al Green pass, un italiano su dieci è dubbioso e uno su quattro è manifestamente contrario al suo impiego sul luogo di lavoro. Lo rileva un sondaggio condotto da Swg, una società che progetta e realizza ricerche di mercato, di opinione, istituzionali, studi di settore e osservatori.

Swg (Photo: Swg)
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Come si può vedere dai dati elaborati, il 65% dei votanti ha risposto di essere “favorevole”, il 25% “contrario” e il 10% ha risposto “non saprei”. Tra i motivi maggiormente citati da chi è contrario al Green Pass sul luogo di lavoro: “Non è giusto imporre le vaccinazioni o i tamponi ai lavoratori”, “discrimina i lavoratori”, “è poco utile ora che l’emergenza è in gran parte passata”.

Il risultato di un eventuale referendum italiano sul Green Pass, dunque, non sarebbe molto diverso da quello svizzero. L’elettorato elvetico, infatti, si era espresso per il 60% favorevole al Green Pass, per il 38% contrario e l′1% restava indeciso. Risultati del tutto simili a quelli rilevati dal sondaggio. La ricerca ha inoltre messo in luce che la maggior parte dei contrari al Green pass è comunque vaccinata e preoccupata per la pandemia, ma mentre tra i favorevoli sono più diffuse emozioni positive di speranza e fiducia, i no Green pass sono dominati da sentimenti di rabbia e di tristezza.

Swg (Photo: Swg)
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Il tema chiave appare essere quello della interpretazione del concetto di libertà e del rapporto tra Stato e cittadino. Tra chi non si sente libero, la percentuale di contrari al Green pass è quasi quattro volte superiore a quella dei favorevoli e tra favorevoli e contrari si registrano visioni opposte su come lo Stato possa regolare e limitare la libertà individuale. Dal punto di vista politico, i no Green pass mostrano di identificarsi maggiormente con i leader che in questi mesi hanno offerto maggiore ascolto alle loro istanze. Tra i messaggi diretti di chi ha votato contro c’è chi sperava “che ci fosse più rispetto per le idee delle persone”. “Adesso le decisioni vengono prese in maniera generica senza analizzare le situazioni e questo crea insicurezza e dubbi sull’efficacia delle decisioni che vengono prese. A chi dirlo non saprei, in questo momento non ritengo di individuare una persona che mi possa ispirare fiducia”. “Vorrei l’abolizione del Green pass sul luogo di lavoro e basta. Oppure, rimanendo un po’ più sul realistico, tamponi gratuiti per chi non vuole farlo e ovviamente una durata congrua, anche 72 ore per tutti i tamponi”.

Swg (Photo: Swg)
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Favorevoli e contrari hanno visioni lontane del ruolo dello Stato e una percezione molto diversa del proprio livello di libertà. I contrari considerano le leggi dello stato un limite alle libertà, mentre i favorevoli ritengono giusto che la legge metta dei confini alle libertà individuali.

Sul rapporto tra Green Pass e vaccini, infine, i contrari hanno le idee chiare: “Mettere l’obbligo del Green pass è come mascherare il fatto di mettere il vaccino obbligatorio, allora mi viene il dubbio sul perché non mettere il vaccino obbligatorio, con le dovute esenzioni per chi effettivamente potrebbe avere dei problemi, ma a questo punto mi sembra una mancata assunzione di responsabilità da parte dello Stato”. “Già qualche dubbio c’era, però il fatto ora che si voglia obbligare sui posti di lavoro, perché mi vuoi obbligare col green pass e non col vaccino, cosa vuoi nascondere?”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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