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Ecco come riconoscere ed evitare il greenwashing

Leo Campagna
·3 minuto per la lettura
Ecco come riconoscere ed evitare il greenwashing
Ecco come riconoscere ed evitare il greenwashing

La pratica in cui un'azienda esagera deliberatamente le sue credenziali “green” è un fenomeno dilagante. Andrew Mason (Aberdeen Standard Investments) spiega come riconoscere il greenwashing e come evitarlo

Le aziende sono sempre più incentivate a comunicare i loro risultati in campo ambientale a un pubblico di investitori e osservatori molto esigente. Tuttavia, come ha sottolineato Hans Hoogervorst, presidente dell'International Accounting Standards Board, l'organismo responsabile dell'emanazione dei principi contabili internazionali, “non bisogna aspettarsi che una maggiore attività di reporting sulla sostenibilità possa indurre le compagnie a dare priorità al pianeta piuttosto che al profitto”. Il greenwashing, ovvero la pratica in cui un'azienda esagera deliberatamente le sue credenziali “green”, è infatti un fenomeno dilagante.

GLI ASSET ESG IN GESTIONE OLTRE I 1.000 MILIARDI DI DOLLARI

Una platea crescente di investitori implementa principi ambientali, sociali e di governance nelle proprie decisioni di investimento. Un trend accelerato dalla pandemia: basti pensare che, secondo Morningstar, tra aprile e giugno 2020, i flussi netti a livello mondiale verso i fondi ESG sono ammontati a 71,1 miliardi di dollari, portando gli asset in gestione oltre i 1.000 miliardi.

IL VERO PUNTEGGIO DI SOSTENIBILITÀ DI UN’AZIENDA

“Gli investitori sono sempre più consapevoli del fatto che il raggiungimento di ambiziosi obiettivi in termini ESG sono spesso indice di una buona capacità di gestione aziendale”, fa presente Andrew Mason, Stewardship Director di Aberdeen Standard Investments. Peccato che, come emerge da un report pubblicato dalla società di consulenza McKinsey, nonostante la mole di reportistica mediamente prodotta riguardo alla sostenibilità, la maggioranza degli investitori non riesca a comprendere quale sia il vero punteggio di sostenibilità di un'azienda.

UNA GAMMA DI INFORMAZIONI VASTISSIMA

Un primo ostacolo è costituito dal fatto che le aziende devono comunicare a un ampio gruppo di stakeholder, tra cui dipendenti, clienti, organizzazioni non governative e autorità di regolamentazione: la gamma di informazioni è vastissima ma la maggioranza di esse risulta spesso di scarsa rilevanza per gli investitori ESG. “Un secondo problema è che l’attività di reporting sulla sostenibilità si è evoluta senza un quadro normativo preciso creando nel tempo un mosaico di informazioni che lascia ampio spazio di manovra alle aziende e confonde gli investitori”, puntualizza Mason.

COME AFFRONTARE IL GREENWASHING

Secondo il manager, per riconoscere il greenwashing e tenersene alla larga, è necessario un accurato lavoro e un’analisi approfondita, sostenuti da una valutazione e un'indagine continue. “Oggi un'azienda nel dichiarare la propria impronta non può basarsi unicamente su punti di vista qualitativi non supportati da misure quantitative. Al contempo sono importanti i termini in cui istituzionalizza la sostenibilità. Ad esempio, se si stabilisce che il consiglio di amministrazione supervisioni le questioni green oppure se si collega la remunerazione dei dirigenti alla riduzione delle emissioni di carbonio”, spiega lo Stewardship Director di Aberdeen Standard Investments.

LA POSSIBILITÀ DI INTERAGIRE CON IL MANAGEMENT

Per l’esperto, interagire con il management può contribuire a svelare in che misura i numeri sulla sostenibilità siano veri. “Si pensi a un'azienda che raggiunge sempre i propri obiettivi di sostenibilità rispetto a una che non lo fa, dove però la prima fissa obiettivi minimi mentre la seconda si pone target molto più ambiziosi”, sottolinea Mason. Ecco perché, secondo il manager, le visite aziendali sono l’architrave di una strategia volta a contrastare il greenwashing. “Per analizzare il track record di un’azienda sono senz’altro utili i dati sulla sostenibilità . Tuttavia, il quadro completo è a volte più sfumato e solo interagendo costantemente con chi ha ruoli chiave in azienda si può veramente capire se il business riesce a mitigare i rischi materiali legati all’ESG”, conclude lo Stewardship Director di Aberdeen Standard Investments.