Italia Markets closed

Ecco il primo impianto in Italia che ricicla i pannolini. Ma non può vendere nulla

Pannolini disposti in modo ordinato (foto: Getty Images)

I pannolini sono una cosa utile da vuoti, e diventano un rifiuto speciale quando sono pieni. A questa definizione non si scampa, e per questo motivo nel mondo sono state ideate e progettate delle fabbriche in grado di riciclare il materiale ‘utilizzato’ da quegli angioletti dei nostri figli e nipoti.

In Italia non c’era ancora nulla di tutto questo, fino all’apertura, un anno fa, dell’impianto di Treviso a capo dell’azienda Fater Smart. Fater è una joint venture tra le multinazionali Procter & Gamble e il gruppo Angelini, e si occupa anche di produrre i celebri Pampers, Lines e Tampax, cioè pannolini e assorbenti di varia forma. L’impianto è tecnologicamente avanzato, e potrebbe fornire materiale per produrre utensili domestici, giocattoli, materiale da costuzione, cavi sottomarini e arredi urbani. Ma non può farlo.

A mettere i bastoni tra le ruote in questo business è la mancanza totale di legislazione in materia. C’è un decreto, che si chiama End of Waste, in attesa di essere approvato. Ma fino a che la legge non sarà promulgata, l’impianto non potrà fare null’altro che porre tra i rifiuti le materie prime che riesce a dividere.

Evidentemente i pannolini sono un problema irrisolto: in Italia, ogni minuto, si consumano addirittura 7000 pannolini, e a fine anno si arriva a quota 900mila tonnellate di rifiuto che finisce nell’indifferenziata, salvo che nei comuni virtuosi in grado di proporre una raccolta specifica. Sono sparsi nel nord-est e qualcuno anche al sud, in particolare in Puglia.

Cosa fa l’impianto? I pannolini arrivano a Treviso con i camion di un’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti; vengono sterilizzati e asciugati; infine vengono separati in tre categorie: plastica, cellulosa e polimero super-assorbente. Il passo successivo sarebbe trasformare queste materie prime in nuovi manufatti. Però questi prodotti, finché la politica non si darà una mossa, non potranno essere creati – con conseguenze evidenti: nessun indotto, nessun investimento e più emissioni nocive.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE: