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Ecco perché presto le auto elettriche costeranno meno di quelle a benzina

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Ecco perché presto le auto elettriche costeranno meno di quelle a benzina
Ecco perché presto le auto elettriche costeranno meno di quelle a benzina

Entro sei anni le auto elettriche potrebbero essere più convenienti di quelle alimentate da combustibili fossili. Il motivo? Le batterie. Ma non solo

La strada della transizione energetica è segnata. Aumentano gli investimenti nella sostenibilità e nella mobilità green, basti dare un’occhiata ai capitoli di spesa del Recovery plan per rendersene conto, e in futuro comprare un’auto elettrica sarà addirittura più conveniente di una a benzina.

LO STUDIO

A sostenerlo uno studio di BloombergNef, commissionato dalla federazione europea Transport & Environment: le auto elettriche costeranno sempre meno nei prossimi anni. Oggi il limite principale per chi vorrebbe acquistare un veicolo full electric è proprio rappresentato dal prezzo. Le auto a zero emissioni non inquinano ma costano. Ma lo scenario è destinato a cambiare.

NEL 2027 IL CROLLO DEI PREZZI

C’è una data, secondo l’indagine, a partire dalla quale sarà più conveniente acquistare un’auto elettrica rispetto ad una alimentata a benzina. Dal 2027, al massimo, i veicoli elettrici avranno un prezzo inferiore rispetto a quelli con motore alimentato da combustibili fossili. E questo dovrebbe accadere al netto delle agevolazioni e degli incentivi vari che i governi spesso mettono in campo per favorire la vendita delle quattro ruote green. Dando un’occhiata ai dati, il primo segmento nel quale avverrà il sorpasso sarà quello dei veicoli commerciali leggeri, già nel 2025.

BATTERIE MENO COSTOSE

Dopo i veicoli commerciali leggeri, toccherà alle berline, nel 2026 (le auto comprese nei segmenti C e D), e poi ai suv di tutte le dimensioni, dai crossover urbani a quelli più grandi. Le ultime a raggiungere la convenienza economica saranno le citycar, quelle del segmento B, per intenderci. Il motivo del crollo dei prezzi? Le batterie che caleranno del 58 per cento di prezzo entro il 2030, rispetto a dieci anni prima. Ecco spiegato, secondo quanto sostiene l’indagine, il motivo per cui saranno più allettanti in termini di costo per primi i furgoni leggeri, nei quali il costo delle batterie impatta maggiormente.

AUMENTO DELLA PRODUZIONE

Il solo calo del costo della batteria, però, non basterebbe a ridurre sensibilmente il prezzo finale dell’auto elettrica. Secondo gli analisti di BloombegNef, entrerà in gioco anche la crescita dei volumi di produzione, spinta dal consenso e dalla richiesta da parte dei consumatori. Maggiore offerta, quindi, significherà anche un prezzo più basso, adeguato alla crescente domanda.

GLI OBIETTIVI DEI GOVERNI

Il futuro dei veicoli sarà sempre più all’insegna dell’elettrico, “ma i governi che mirano a zero emissioni di carbonio entro il 2050 devono fare di più per stimolarne l’adozione”, si legge nel rapporto. “Raggiungere questo obiettivo richiederà un'ulteriore azione politica decisiva su tutti i fronti, dall'accelerazione dell'adozione delle auto elettriche, all'espansione delle reti di ricarica, alla promozione del riciclaggio delle batterie e alle nuove normative sui mezzi pesanti, nonché all'incoraggiamento di modalità di trasporto attive, come la bicicletta e il camminare”. In assenza di obiettivi più rigorosi per la transizione, le auto elettriche a batteria raggiungeranno una quota di mercato dell’85% e i furgoni dell’83% entro il 2035.

IL GREEN DEAL EUROPEO

Puntare sulla decarbonizzazione è un impegno anche dell’Unione europea. Ursula von der Leyen ha rilanciato il Green Deal Europeo, che mira a trasformare l’Ue in una “società giusta e prosperosa, con un’economia di mercato moderna e dove le emissioni di gas saranno azzerate, e la crescita darà sganciata dall’utilizzo di risorse naturali”. Per quanto riguarda i finanziamenti, l’obiettivo è quello di stanziare fondi, pubblici e privati, pari a circa 100 miliardi l’anno, per un totale di mille miliardi di euro complessivi.

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