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Ecco perché i titoli con dividendi alti restano una scelta interessante

Redazione
·3 minuto per la lettura
Ecco perché i titoli con dividendi alti restano una scelta interessante
Ecco perché i titoli con dividendi alti restano una scelta interessante

Il Team Investimenti di Fineco Asset Management rivela che, secondo gli analisti, le aziende globali che hanno avuto una politica di dividendi crescente o stabile negli ultimi 10 anni potrebbero rendere fino al 5,41%

I rendimenti medi sul risparmio in tutta Europa sono praticamente intorno allo zero mentre quelli dei titoli di stato sono nella maggior parte inferiori all'1% (i BTP italiani a 10 anni, ad esempio, rendono attualmente meno dello 0,50%): un contesto che rende l'investimento in titoli ad alti dividendi una scelta interessante.

CALO DEI DIVIDENDI MENO MARCATO RISPETTO AL 2007-2009

“Una considerazione valida anche alla luce della crisi economica seguita alla pandemia del 2020: l’impatto sui dividendi globali c’è stato ma in misura inferiore a quello che era possibile attendersi”, riferisce il Team Investimenti di Fineco Asset Management. Infatti , se dopo la crisi finanziaria globale del 2008, il dividendo medio pagato dalle aziende globali è sceso del 7,95% tra il 2007 e il 2009, tra il 2019 e il 2020 il calo si è arrestato al 3,4%. Una divergenza dovuta al fatto che non tutti i settori del mercato sono stati colpiti mentre il credito, grazie alle misure di politica monetaria e fiscale senza precedenti, è rimasto disponibile.

PEPSI CO., PROCTER & GAMBLE E JOHNSON & JOHNSON

“Se un certo numero di settori, in particolare quelli legati ai servizi, così come la vendita al dettaglio non online e i viaggi, hanno sofferto in misura significativa, in altri settori, compagnie come Pepsi Co., Procter & Gamble e Johnson & Johnson sono riuscite ad incrementare le cedole nel 2020” fa presente il Team, che poi aggiunge: “In altri casi, aziende come Vodafone, hanno mantenuto il loro dividendo. In ambito bancario, invece, le normative imposte dai regolatori hanno sospeso i dividendi, dal momento che si è preferito privilegiare, in via precauzionale, il mantenimento del capitale nelle banche”.

CAUTO OTTIMISMO

Le aspettative, guardando al futuro, sono improntate ad un cauto ottimismo: la riapertura delle economie e il piano di vaccinazione mondiale dovrebbe far registrare un aumento della spesa per i servizi e per i beni capitali. Uno scenario che inietterà fiducia nei consigli di amministrazione, spingendo le aziende a rivedere la loro politica dei dividendi.

IL RAPPORTO PREZZO / UTILI (P/E)

Per quanto riguarda invece le valutazioni, se è vero che, in generale, le azioni non sono attualmente a buon mercato rispetto ai prezzi storici, è altrettanto vero che i titoli a dividendo ad alto rendimento sono una delle poche aree del mercato azionario vicine alle loro medie storiche. “Al momento, il rapporto prezzo/utili (p/e) di questi titoli è di 12,9 volte i profitti attesi entro i prossimi 12 mesi, un livello pari alla loro media storica decennale, e molto più ragionevole rispetto al mercato azionario più ampio, che scambia a 18,2 volte gli utili futuri contro una media decennale di 14,2. Nel caso invece dei titoli growth globali, la valutazione è pari a 3,7 volte le vendite a 1 anno rispetto a solo 1,5 volte per le azioni globali ad alto rendimento” specifica il Team Investimenti di Fineco Asset Management.

UN RENDIMENTO DEL 2% QUEST’ANNO E DEL 2,16% NEL 2022

Ma quale rendimento potranno offrire le azioni globali nel 2021? Dopo aver reso in media l‘1,84% nel 2020, gli analisti prevedono che possano rendere il 2% quest'anno e il 2,16% nel 2022. “Per quelle aziende azionarie globali che hanno avuto una politica di dividendi crescente o stabile per almeno gli ultimi 10 anni, gli analisti si aspettano che, collettivamente, possano rendere fino al 5,41% nel 2021” sottolinea il Team Investimenti di Fineco Asset Management, considerando che si tratta di titoli che sono rimasti indietro rispetto al mercato più ampio nell'ultimo anno e non si sono ancora ripresi del tutto dalla correzione del 2020.