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Ecco quanto può guadagnare un influencer sui social

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Ecco quanto può guadagnare un influencer sui social
Ecco quanto può guadagnare un influencer sui social

Dai 50 ai 250 euro per un post su Facebook, fino ai 25.000 se carica un video su YouTube. Sul compenso incide anche il tipo di collaborazione

Quanto può guadagnare un influencer in Italia? Dipende. Tanto su Youtube, ben meno su Facebook. Molto se posta un video, meno se si tratta di foto. Tantissimo se è un Mega influencer (tra i 100 e i 500 mila follower), meno, ma comunque non poco, se è un Nano influencer (tra i 1.000 e i 10.000 seguaci). Per calcolare il compenso medio di un influencer sui social bisogna tener conto di una serie di elementi, alcuni quantitativi e altri qualitativi.

L'INFLUENCER MARKETING IN ITALIA ANALIZZATO DA DeRev

Il primo “listino” dedicato al mercato italiano dell’influencer marketing è stato redatto dalla società di strategia e comunicazione digitale DeRev. Il documento classifica gli influencer sulla base di tre fattori analitici: il numero di follower, l’engagement rate e il conversion rate, ovvero il tasso di conversione. Quest’ultimo equivale alla percentuale di utenti unici che hanno eseguito una specifica azione definita dall’influencer come obiettivo della campagna (iscriversi a una newsletter, effettuare un acquisto, portare a termine una vendita, etc).

I FATTORI CHE INCIDONO SUL COMPENSO MEDIO

DeRev pondera i risultati ottenuti mettendoli in relazione con i dati per piattaforma e tipologia di collaborazione. Il tariffario riporta un range di compenso medio in cui un influencer oscilla a seconda della complessità del contenuto richiesto e del suo grado di autorevolezza presso il proprio pubblico.

CONTENT CREATOR VS VIP

“Abbiamo molti riferimenti per il mercato estero, soprattutto americano, che sono assolutamente distorti per l’Italia, e nessuno specifico per il nostro Paese”, spiega Roberto Esposito, ceo di DeRev. “Da noi si confonde ancora la figura del content creator con il vip, quando invece i social sono abitati da migliaia di influencer che non sono famosi se non presso il proprio pubblico, spesso di nicchia e molto fidelizzato”.

UN LISTINO-BUSSOLA PER GLI STAKEHOLDER

È in questo scenario che, aggiunge Esposito, “si gioca una partita economica fondamentale, tanto per chi ambisce a quella che oggi è una vera e propria professione, quanto per le aziende e i brand che devono sapersi orientare per i propri investimenti in un potentissimo strumento di marketing”. Ecco perché è nato il listino di DeRev: per fare da “bussola agli stakeholder, ma anche da mappa a chi ha il desiderio di sapere come stiamo evolvendo e come funzionano i meccanismi che, in quanto follower e potenziali consumatori, ci vedono protagonisti”.

SE CAMBIA IL LAVORO, CAMBIA ANCHE IL COMPENSO

Il tariffario del listino riflette la varietà di professioni in cui ci si imbatte navigando sulle piattaforme. Naturalmente, a lavori diversi corrispondono diversi range di compensi. Se è facile assicurarsi un vasto seguito su Facebook, è pur vero che qui il pubblico è perlopiù di massa e con abitudini di fruizione rapida e superficiale.

FACEBOOK E YOUTUBE: I POLI OPPOSTI DELLA CLASSIFICA

Sulla piattaforma di Mark Zuckerberg un influencer di piccole dimensioni può guadagnare dai 50 ai 250 euro per post, la stessa cifra di un collega di Instagram o TikTok, che però ha bisogno della metà dei seguaci per assicurarsela, ma infinitamente meno di uno youtuber.

LA FORBICE TRA FACEBOOK, INSTAGRAM E YOUTUBE

Più cresce la fanbase, più la forbice si allarga e gli influencer di Facebook risultano i meno economicamente gratificati. Qui un Mega influencer può sperare di guadagnare massimo 5.000 euro a post, cinque volte meno di uno youtuber (25.000 euro) e tre in meno di un instagrammer o di un tiktoker (15.000).

I FATTORI CHE PORTANO YOUTUBE IN CIMA ALLA LISTA

Perché, allora, un influencer guadagna molto di più su YouTube? Perché è più dura crearsi un seguito e perché realizzare video anche piuttosto articolati richiede tempo e competenza.

INSTAGRAM E TIKTOK

Meno pretenziosi, ma comunque capaci di assicurare un vero e proprio business, Instagram e TikTok sono affollati di influencer di ogni tipo, con una grande fetta di interessanti Mid-Tier e di Macro influencer. Per un post possono portare a casa dai 50 euro ad alcune migliaia, senza contare le cifre astronomiche delle celebrità.

I FATTORI VINCENTI: SFIDARE LA CONCORRENZA E RIUSCIRE AD AFFERMARSI

Gli ingredienti vincenti e meglio ripagati sono la capacità di farsi largo tra una concorrenza serrata e l’obbligo di affermarsi con una reputazione e contenuti capaci di attirare e trattenere l’attenzione.

IL COMPENSO VARIA ANCHE A SECONDA DEL TIPO DI COLLABORAZIONE

Infine, bisogna considerare che, su qualsiasi piattaforma, il costo di un post varia nel range di riferimento sulla base del tipo di collaborazione: il compenso di un Brand Ambassador o di un semplice affiliato sarà più basso di quello garantito per un branded content (in cui rientra l’unboxing, ovvero l’apertura in diretta di un pacco contenente prodotti della marca pubblicizzata), per campagne continuative o takeover. In quest’ultimo caso la gestione del canale aziendale viene affidata, per un periodo di tempo, direttamente all’influencer.

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