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Ecommerce prosegue crescita dopo lockdown: +79% frequenza acquisti

Lzp
·2 minuti per la lettura

Milano, 7 ott. (askanews) - L'accelerazione impressa dalla pandemia all'ecommerce non si è arrestata anche dopo il lockdown. Il periodo successivo, in particolare, ha visto crescere la frequenza all'acquisto online da parte degli utenti del 79%. La consegna contactless - a casa come in ufficio - resta ancora quella preferita da oltre il 93% degli utenti. Sono queste le principali evidenze emerse dall'edizione speciale di Netcomm Forum Live, in collaborazione con NetStyle e Tuttofood Milano, che proseguirà in un format interamente digitale fino a domani. Secondo Netcomm appare invece più improbabile una ripresa nel breve termine della frequenza del ritiro dei prodotti fuori casa (e-grocery escluso). Complessivamente i volumi di transazioni online negli ultimi 12 mesi sono cresciuti del 15,4%, il 7% solo nel lockdown, con la richiesta di prodotto aumentata del 10%. Uno scenario che ha visto alcuni servizi di eCommerce gestire una domanda 10 volte superiore nella fase Covid, generando nel 25% dei casi problemi nella logistica, con carenza di prodotti disponibili (26%) e un 18% di casi in cui non è stato possibile recapitare la merce. "Il consolidamento di abitudini di consumo sempre più ibride, tra canali fisici e digitali, e la tendenza a preferire modalità di acquisto e di pagamento contactless, mette di fronte le imprese italiane alla necessaria implementazione di tecnologie - commenta Roberto Liscia, presidente di Netcomm - Tra i principali ostacoli legati allo sviluppo dell'eCommerce da parte di retailer medio-piccoli si trovano problemi legati ai costi troppo elevati di gestione (32%), difficoltà nel gestire gli aspetti inerenti la logistica (28%) e mancanza di competenze in materia di eCommerce (28%)". Per quanto riguarda invece il ricorso ai marketplace, secondo Netcomm, gli elementi critici vedono al 34% la non convenienza rispetto al posizionamento del prezzo, problemi legati alla gestione della logistica e commissioni sulle tassazioni molto elevate. "L'integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese italiane è ancora lontana dalla media europea - Continua Liscia -. È necessario sfruttare e dare valore allo sforzo che il Sistema Italia dovrà fare a livello di investimenti orientati alle infrastrutture digitali, con l'obiettivo di contrastare il digital divide e fornire alle imprese quelle condizioni necessarie per proseguire lungo la loro necessaria conversione tecnologica".