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Economia circolare: per Ue opportunità da 1.800 miliardi entro 2030

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Roma, 30 lug. (askanews) - 1.800 miliardi di euro annui. A tanto ammonta il beneficio economico che l'Unione Europea potrebbe realizzare entro il 2030 con l'adozione maggiore di pratiche di economia circolare (ovvero di recupero delle risorse). è questo il principale risultato che emerge dal recente rapporto "Verso un'Europa sostenibile entro il 2030" stilato dalla Commissione Europea, rapporto con cui la Commissione indica le basi strategiche fondamentali per una transizione verso la sostenibilità. I 1.800 miliardi di beneficio economico sono una cifra di grande entità, ma non è l'unico vantaggio che si può realizzare con l'economia circolare. Infatti, sempre secondo il rapporto, la transizione verso l'economia circolare potrebbe fare da volano all'economia dell'area euro favorendo una crescita del Pil fino al 7% in più entro il 2030 e sarà potenzialmente in grado di creare oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro.

Le strategie circolari, sottolinea Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici), sono particolarmente importanti nel settore dei trasporti. Sul fronte della gestione dei veicoli a fine vita, ad esempio, sempre più aziende stanno investendo sui trasporti sostenibili trasformando la linea di produzione, puntando al recupero degli scarti e alla rigenerazione (remanufacturing) dei materiali appartenenti ai veicoli alla fine del loro ciclo di vita (oli esausti, batterie, plastiche, pneumatici, ecc.). Tra i componenti automotive che meglio e da più tempo si prestano alla pratica dell'economia circolare spicca sicuramente il pneumatico. L'industria del pneumatico, grazie all'attività di ricostruzione, svolge infatti da quasi un secolo un ruolo pioneristico nell'aprire la strada a un modello di economia circolare virtuoso e sostenibile. Questo perché il pneumatico di qualità nasce per essere ricostruito e quindi per essere utilizzato anche più volte, grazie al riutilizzo delle strutture portanti del pneumatico ancora integre alla fine del ciclo di vita. La pratica della ricostruzione di pneumatici è dunque fondamentale per risparmiare materie prime, petrolio ed energia e consente di ridurre la produzione di PFU (pneumatici fuori uso), rallentando in modo considerevole il flusso di smaltimento dei pneumatici. Per questi motivi si tratta di un modello altamente strategico nel quadro dei sistemi produttivi odierni e soprattutto del futuro.