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Economia circolare, Start Magazine: è processo industriale innovativo

Red

Roma, 12 nov. (askanews) - "L'economia circolare può decollare solo se fondata su processi innovativi di industrializzazione. L'economia circolare può diventare sistema solo a queste condizioni". E leitmotiv che è stato ripetuto più volte durante la presentazione del libro a cura di Start Magazine, dal titolo "Economia circolare. Città, imprese e modelli produttivi, l'Italia che cambia", un confronto tra esponenti di Governo e delle istituzioni, docenti universitari e stakeholder, sul tema della circular economy, con particolare attenzione alle tematiche riguardanti i rifiuti, l'end of waste, la mobilità elettrica e la rigenerazione urbana.

Durante il dibattito si è evidenziato come, secondo i dati forniti dall'Ispra, l'Istituto per la protezione e la ricerca ambientale, in Italia nel 2017 si siano ottenuti quasi 140 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, prodotti dalle imprese, e circa 30 milioni di rifiuti urbani di cui vengono avviati a riciclo, rispettivamente, il 65% (92 milioni di tonnellate) e il 47% (15 milioni di tonnellate). Per i rifiuti urbani siamo quindi ben lontani dalla soglia prevista dalla normativa europea che impone entro il 2035 di avviare a riciclo il 65% come già riescono a fare le imprese e a discarica solo il 10%.

E' emerso anche come secondo i dati forniti dalla Confederation of European Waste to Energy Plants (Cewep), nel 2017, l'Italia con 6,11 milioni di tonnellate di rifiuti esce sempre sconfitta se paragonata a paesi simili per popolazione e per produzione di rifiuti: tutti hanno investito di più, smaltiscono di più e danno lavoro a un maggior numero di persone, anche avvalendosi di impianti di ultima generazione. In totale nel Vecchio Continente sono 492 i termovalorizzatori attivi e 96 milioni di tonnellate i rifiuti trattati in essi. Nell'ipotesi in cui l'Italia riesca a superare gli obiettivi della Direttiva UE 2018/851 in tema di gestione dei rifiuti urbani, raggiungendo una percentuale di effettivo riciclo pari al 70% entro il 2035 e azzerando i conferimenti in discarica, il volume dei rifiuti residuali sarebbe pari a circa 9 milioni di tonnellate. Considerato che l'attuale capacità di termovalorizzazione a livello nazionale è inferiore a 6 milioni di tonnellate, il gap di capacità sarebbe pari ad almeno 3 milioni di tonnellate l'anno.

Per ciò che attiene la mobilità elettrica in Italia il parco circolante elettrico è costituito da circa 33.726 veicoli contro i 38 milioni a combustibili fossili. Le infrastrutture di ricarica (colonnine) sono poco più di 5.000 mentre se si considerano i punti di ricarica sono poco più di 10.000. Inoltre si aspetta la fine dell'iter legislativo della bozza del decreto per l'implementazione del vehicole to grid in Italia, in corso di studio presso il Mise, all'interno della quale è previsto l'abbassamento della potenza minima necessaria per accedere al mercato dell'energia elettrica.(Segue)