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Economia civile, Gatti: "3 proposte per accompagnare imprese in transizione green"

webinfo@adnkronos.com
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In occasione del Festival dell'Economia Civile in corso a Firenze sono state tre le proposte rivolte al ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, dal direttore generale di Federcasse (la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali), Sergio Gatti, per accompagnare le imprese nella transizione ecologica e ambientale.

Gatti ha così elencato: “1. E’ necessario investire nella prevenzione e nella reazione delle micro piccole e medie imprese ad eventi catastrofici (ambientali e sanitari). Occorre assicurare la continuità dei circuiti produttivi locali. Si tratta di un lavoro di anni, che va impostato ma rappresenta una condizione strutturale: 2. progettare un registro digitale centralizzato europeo delle informazioni sulla sostenibilità delle imprese. Sono in arrivo norme molto severe per la cosiddetta finanza sostenibile ed esiste il rischio che si inneschi un credit crunch, cioè una riduzione della capacità di finanziare le imprese proprio nella fase delicatissima della transizione digitale; 3. incentivare e sostenere la rendicontazione della sostenibilità climatica, ambientale e sociale delle micro piccole e medie imprese. La rendicontazione deve diventare un approccio culturale a fotografarsi per potersi rappresentare al meglio e per essere più possibile sostenute dal punto di vista della finanziabilità. Anche in questo caso, occorre la mano pubblica”.

Per Gatti è necessario “far sì che ci sia una migliore capacità preventiva e reattiva rispetto ai disastri climatici e idrogeologici che colpiscono in particolare l’Italia affinché le imprese non interrompano la loro attività. Perché abbiamo imparato durante la pandemia che se si interrompe la catena produttiva si interrompe tutta la filiera”.

Gatti propone poi di “realizzare e incentivare un registro elettronico italiano e poi europeo con i dati sulla sostenibilità, cioè i dati sulla rischiosità delle micro, piccole e medie imprese affinché questi dati possano aiutare la finanziabilità e l’assicurabilità delle imprese. La terza proposta, infine, è quella di incentivare queste imprese a scattarsi delle fotografie in termini di loro rischiosità, esposizione al rischio ambientale, climatico e geologico in modo - ha concluso Gatti - che possano migliorare da soli, ma per farlo serve un incentivo in termini contributivi e fiscale”.