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Economia italiana, Patuelli (Abi) “preoccupato” per due rischi

Image from askanews web site
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Firenze, 21 nov. (askanews) - Produzione industriale che "comincia a battere il passo". Tempi strettissimi per il varo e l'approvazione della legge di Bilancio che evocano il rischio di un esercizio provvisorio che potrebbe innescare una reazione negativa dei mercati contro l'Italia. Antonio Patuelli, presidente dell'Associazione Bancaria Italiana (Abi), concludendo il seminario di Firenze con la stampa non usa mezzi termini: "Io ho un animo preoccupato per l'avvenire prossimo. Ho un animo molto preoccupato e le ragioni sono molteplici".

Il primo fattore riguarda la spina dorsale dell'economia italiana, l'industria. Patuelli segnala le ultime cifre della produzione industriale che vedono per lItalia un calo dello 0,4% tra il terzo e il secondo trimestre a fronte di un aumento dello 0,5% della produzione nell'Eurozona. "A settembre su agosto - sottolinea - abbiamo un dato ulteriormente negativo (-1,8%) con l'area dell'euro che ha invece un dato positivo (+0,9%)". Certo, puntualizza Patuelli, "questa è la produzione industriale, non è il Pil. La produzione industriale è una parte importante del Pil. Ma noi nel terzo trimestre abbiamo avuto un'esplosione di una serie di eventi che ci hanno portato all'estate più brillante per dati economici che noi ricordassimo. C'è stata una fortissima ripresa del turismo, di tutte le parti del turismo". Ma le incertezze stanno crescendo rapidamente. "Noi - spiega ancora il presidente dell'Abi - abbiamo avuto un 2021 positivo. Nel 2022 i fattori economici hanno avuto una prosecuzione anche se si sono incominciati a subire gli effetti in maniera sempre più evidente della crescita del costo dell'energia, dell'esplosione della guerra e dei prezzi delle materie prime".

Anche se sulle materie prime "gli imprenditori italiani hanno fatto miracoli e hanno differenziato i fornitori"..."è chiaro che il rilievo positivo del ritorno degli stranieri in Italia e della grande vitalità degli italiani non è sufficiente a compensare il calo della produzione industriale che è un fattore di grande problematica".

Le previsioni? Il presidente dell'Abi non fa cifre ma offre "dei ragionamenti che ci portano a dire che la chiusura dell'anno sarà meno positiva della fase iniziale e che il 2023 oggi è da prevedersi in salita, la guerra non è conclusa e di conseguenza tanti problemi sono irrisolti". D'altronde "le banche non vedono in tempo reale le conseguenze delle criticità dei settori economici perchè prima arriva la criticità del settore economico, poi incominciano a rallentare i pagamenti, poi incominciano a esserci i deterioramenti dei nostri crediti".

Patuelli vuole segnalare poi un secondo pericolo in vista. "Le politiche determinanti - spiega - sono quelle dei fattori produttivi e oggi le politiche energetiche sono politiche di fattori. Vediamo bene la possibilità che ci siano provvedimenti anticiclici che sono necessari. Ma grande preoccupazione, non vi nascondo, è quella dell'esercizio provvisorio. Io ho la preoccupazione che l'Italia finisca, non per responsabilità di qualcuno ma per una somma di fattori in esercizio provvisorio, e che i mercati lo possano utilizzare per reazioni negative".

Perchè si rischia l'esercizio provvisorio? "Perchè per la prima volta si è votato non in primavera ma il 15 di settembre, perchè la Costituzione è rigida e quindi l'insediamento del Parlamento è stato il 13 di ottobre. Inoltre i regolamenti non possono essere rivoluzionati dalla sera alla mattina si devono costituire gruppi e uffici, e sono andati anche celermente".

Il presidente dell'Abi avverte che "il varo di una legge di Bilancio non è un'operazione di ordinaria manutenzione: è un atto di grande strategia. Il quadro è questo : un mese di ritardo nel deposito della legge di bilancio, un decreto quater che aspettiamo ad horas e che si intersecherà con le discussioni parlamentari della legge di Bilancio. Un forte auspicio, anzi la sicurezza, che il Parlamento lavorerà anche nei giorni festivi, in sedute notturno. Però oggettivamente - sottolinea - i tempi sono molto limitati e il rischio è l'esercizio provvisorio non lo dobbiamo sottovalutare". Il rischio dell'esercizio provvisorio, sottolinea Patuelli, "riguarda principalmente le politiche sociali e le politiche economiche mentre il saldo di spesa pubblica è un elemento di riduzione dal momento che ogni mese, per un massimo di quattro, di esercizio provvisorio si puo' spendere soltanto un dodicesimo del bilancio dell'esercizio precedente".

"I mercati - conclude il presidente dell'Abi - sono assolutamente imprevedibili: quindi il mio auspicio è che vi sia una consapevolezza istituzionale ma complessiva in modo che i dibattiti possano svolgersi nelle maniere più trasparenti ma possano garantire una conclusione della legge di bilancio entro il 31 dicembre per evitare anche quest'anno l'esercizio provvisorio".