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Egittologa lancia petizione per riportare la Stele di Rosetta in patria

Gli egiziani rivogliono la Stele di Rosetta, conservata al British Museum di Londra. Una petizione, lanciata dall'egittologa Monica Hanna, vuole il ritorno in patria della lastra di granito nero, sottratta dalle forze dell'Impero britannico nel 1801, le cui iscrizioni portarono alla svolta fondamentale nella decifrazione degli antichi geroglifici egizi. La petizione di Hanna ha già raccolto 4.200 firme e affianca un'altra iniziativa molto somigliante dell'ex ministro egiziano per le Antichità, Zahi Hawass, che ha già raccolto oltre 100.000 firme.

"Penso che tutte le nazioni abbiano il diritto di chiedere indietro il proprio patrimonio", dichiara Hanna in un'intervista ad AP. "Anche nel XIX secolo la schiavitù era legale, il lavoro minorile era legale e le donne non avevano diritti. Oggi siamo nel XXI secolo e dobbiamo correggere gli errori del passato e correggere gli errori della storia perché non possiamo cambiarla".

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Secondo l'egittologa e preside dell'Accademia araba per la scienza, la tecnologia e il trasporto marittimo, la stele venne sequestrata illegalmente e costituisce un "bottino di guerra". Secondo il museo londinese, sul trattato del 1801 per portare la stele in Inghilterra c'era anche la firma di un rappresentante dell'Egitto, un ammiraglio ottomano che combatté a fianco degli inglesi e contro i francesi.

"Oggi la Stele di Rosetta per me è un simbolo del colonialismo occidentale sulla mia cultura", spiega Hanna. "Rappresenta un bottino di guerra, una violenza culturale. E non chiedo solo il suo rimpatrio istituzionale, ma sto anche formando generazioni di studenti che diventeranno ricercatori, perché la lotta continui finché la Stele di Rosetta non tornerà in Egitto".

La stele è l'opera più visitata al British Museum, che proprio quest'anno celebra il 200° anniversario della decifrazione dei geroglifici e che ospita oltre 100.000 reliquie egizie e sudanesi.