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El-Erian: la festa non è ancora finita

Crollo sui mercati? Non è la fine del mondo. O almeno secondo Mohamed El-Erian, principale consulente economico di Allianz (Swiss: ALV-EUR.SW - notizie) che non si sorprende di quanto sta accadendo (ed è accaduto) in questi giorni tra Wall Street e l'Europa.

Fed "insistente"

Volatilità molto forte e soprattutto inevitabile in considerazione non solo delle politiche della Fed da lui giudicata "molto insistente" con il suo piano di normalizzazione dei tassi di interesse ma soprattutto del silenzio da parte i membri della banca centrale. Nessuno di loro, infatti, si è pronunciato sul recente sell off, nemmeno in considerazione delle paure che stanno serpeggiando su un possibile surriscaldamento dell'economia Usa, in ottima forma. Ma le vendite registrate in questi giorni non saranno sufficienti a far cambiare idea al governatore della banca centrale Usa, Jerome Powell e al resto del board. Anche per questo otivo non bisogna sorprendersi per il picco registrato nella volatilità del mercato.

Un panorama complicato

Indubbio che alla base di tutto non ci sia solo la Fed ma anche la guerra commerciale USA-Cina, una disfatta nelle valute dei mercati emergenti, l'aumento dei costi di finanziamento, i rendimenti obbligazionari e le preoccupazioni economiche in Italia. Ma stando alle dichiarazioni di El-Erian

“Non credo che la festa sia finita, penso che quello che stiamo vedendo sia una transizione”. In altre parole si sta passando da un orizzonte perennemente confortato da una liquidità ampia e prevedibile ad un altro in cui sarà necessario tener conto di fondamentali potenzialmente divergenti nelle varie asset class.

Alla domanda su quali indicatori di mercato lo tenessero preoccupato, El-Erian ha risposto indicando prima di tutto i differenziali dei tassi di interesse tra Germania e Stati Uniti visti a livelli elevati e in secondo luogo la pressione sul cambio. Il problema, però, risiede in Europa e nella sua capacità di gestire oltre alla sua politica monetaria, anche quella che potrebbe esser una crisi sottovalutata tra la Brexit e la tensione con il governo italiano. Da parte sua la Bce (Toronto: BCE-PRA.TO - notizie) ha confermato proprio ieri lo status quo sui tassi di interesse, la fine degli acquisti sui mercati per dicembre e, salvo sorprese, interventi sui tassi dopo l'estate del 2019. Ma al di là di questo un altro rischio su cui, secondo El-Erian gli investitori dovrebbero riflettere, è quello del drenaggio della liquidità, un problema che secondo le sue previsioni potrebbe essere stato sottovalutato.

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