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Elezioni 2022, perché il centrodestra è dato per favorito

Chi incassa un voto in più, esprime il premier.
Su questa regola si regge la triade di centrodestra: Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, insieme, sulla scia dei sondaggi che indicano la coalizione come vincente, a un soffio dal 50% dei consensi.
E la 'sorella d'Italia', Giorgia Meloni, passata dal 4% di consensi nel 2018 al potenziale 24% per le elezioni del 25 settembre, potrebbe essere la prima donna a varcare palazzo Chigi, forte del suo ruolo all'opposizione - pressoché in solitaria - durante il governo Draghi.

Il leader della Lega, Matteo Salvini, dice di lavorare per ottenere quel voto in più , ma il distacco del terzo partito in Italia, secondo le intenzioni di voto, è di circa 10 punti percentuali.

Archiviata l'eredità anti europea

Gli equilibri in seno alla coalizione sono cangianti ma il patto risulta solido, nonostante le nuance nelle quali sfumano le differenze tra le forze in campo.
Ad esempio Silvio Berlusconi, comunque in doppia cifra nelle preferenze con Forza Italia, cerca di far dimenticare la recente eredità politica anti europea dei suoi alleati ergendosi a paladino dell'europeismo e contro il sovranismo.

"A sostegno della battaglia del popolo ucraino"

La stessa Giorgia Meloni, impegnata a costruire un partito che non faccia della saudade del fascio la sua cifra distintiva, mette i suoi paletti sulla politica estera: "Saremo garanti, senza ambiguità, della collocazione italiana e dell’assoluto sostegno all’eroica battaglia del popolo ucraino".

Dal canto suo Salvini ripropone, tra le altre cose, il suo cavallo di battaglia sull'immigrazione: "Con la normativa vigente l'Italia è il Paese europeo che concede più cittadinanze in assoluto" dice.

Liberismo e stato sociale

Sul resto, la formula è quella nota: un mélange di liberismo e stato sociale, che mette insieme flat tax e aumento dell'assegno unico e universale e delle pensioni minime.
Per quanto riguarda il lavoro, il programma della coalizione punta sul taglio del cuneo fiscale, sulle agevolazioni fiscali per i nuovi assunti e sull'abbassamento dell'Iva per i beni di prima necessità.

Capitolo istituzionale: prosegue la battaglia, ingaggiata soprattutto da Meloni, per una riforma costituzionale che preveda l'elezione diretta del Presidente della Repubblica; dalla Lega arriva la sollecitazione ad affrontare il percorso sulle Autonomie; Forza Italia punta invece con forza alla riforma della giustizia, con la separazione delle carriere e la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura.