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Elezioni, Confcommercio: da fisco a energia le proposte delle imprese

Image from askanews web site
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Roma, 8 set. (askanews) - Riforma del fisco, lavoro e contrattazione, reddito di cittadinanza, energia, commercio e aree urbane, turismo e cultura. Su questi temi si concentrano le proposte che Confcommercio, in rappresentanza delle imprese del terziario, ha presentato all'avvio della due giorni di incontri del Consiglio generale della Confederazione con i leader delle principali forze politiche.

"Confcommercio sta incontrando - ha spiegato il presidente Carlo Sangalli - i leader politici, ascolta le loro proposte e presenta le richieste delle imprese del terziario di mercato, imprese determinanti per l'economia italiana che da tre anni si confrontano con crisi globali gravissime. Queste imprese chiedono risposte immediate all'emergenza energia in raccordo con l'Europa, stabilendo in primis un tetto al prezzo del gas, una migliore spesa pubblica e un riordino del sistema fiscale, politiche a sostegno dell'innovazione, del lavoro e della transizione energetica e chiedono di concentrare le risorse su queste priorità per superare le emergenze che minacciano la ripresa economica e la stabilità del nostro Paese".

Sul fronte del fisco e della riforma dell'Irpef, l'associazione chiede, in vista della prossima legislatura, di "ridurre le aliquote e gli scaglioni di reddito", semplificare gli adempimenti, introdurre una no tax area, senza disparità di trattamento tra redditi da lavoro o da pensione, e confermare il principio di progressività anche attraverso un uso accorto delle detrazioni e delle deduzioni d'imposta. Quanto alla flat tax, la richiesta di Confcommercio è quella di mantenere il regime forfettario di tassazione in favore dei piccoli imprenditori e dei lavoratori autonomi con ridotto volume di ricavi o compensi. Ma anche prevedere un equo periodo transitorio a tassazione ridotta in caso di incremento di fatturato oltre il limite previsto, per un graduale approdo al regime ordinario di tassazione. Per l'Irap la proposta è quella di continuare nel processo di graduale abrogazione dell'imposta regionale. Mentre per quanto riguarda l'Iva, occorre, secondo le imprese del terziario, "contrastare l'impatto dell'inflazione anche attraverso una riduzione delle aliquote sui beni di largo e generale consumo". Qualsiasi intervento di razionalizzazione della struttura dell'Iva (numero e livello delle aliquote) non deve tradursi, in alcun modo, in un complessivo incremento della tassazione indiretta su beni e servizi.

Per il capitolo energia, bisogna, a giudizio di Confcommercio, "sterilizzare gli oneri generali di sistema nelle forniture di energia nelle more di una riforma di tutti gli aspetti fiscali e parafiscali". Inoltre bisogna prorogare, rafforzare e rendere più inclusivi i crediti d'imposta per non "energivori" e non "gasivori". Ma anche mantenere l'aliquota Iva al 5% per il metano e stabilizzare i meccanismi agevolativi in materia di riqualificazione energetica ed edilizia, semplificando le norme, migliorando il meccanismo della cessione del credito e garantendo controlli.

Sempre in tema di energia, Confcommercio chiede di rafforzare le infrastrutture di importazione del gas e la produzione nazionale e di accelerare la produzione da fonti rinnovabili e promuovere fiscalmente l'autoconsumo e le comunità energetiche. La strada da seguire è anche quella di ammodernare e rafforzare elettrodotti, asset energetici strategici, sistemi di accumulo dell'energia elettrica. Mentre, a livello europeo, occorre sostenere l'introduzione di un tetto temporaneo al prezzo di import del gas, promuovere l'Energy Recovery Fund, rivedere le regole e i meccanismi di formazione del prezzo all'ingrosso dell'elettricità e partecipare ai progetti europei sul nucleare di nuova generazione.

Quanto al capitolo lavoro, Confcommercio, in primis, chiede di "avviare uno straordinario impegno comune per rilanciare, attraverso investimenti pubblici e privati, la produttività del sistema Paese. Un Patto che veda la stretta collaborazione di istituzioni, rappresentanze datoriali e lavoratori". Altro tema è quello di rispondere alla questione del salario minimo attraverso la valorizzazione erga omnes dei trattamenti economici e degli istituti del welfare contrattuale previsti dai contratti collettivi stipulati da chi realmente rappresenta il mondo del lavoro ed il mondo delle imprese. Bisogna poi contrastare il dumping contrattuale, che danneggia i lavoratori e distorce la concorrenza tra imprese.

Per Confcommercio è necessario, poi, riformare il reddito di cittadinanza, con più netta distinzione fra interventi di contrasto alla povertà e interventi finalizzati all'occupabilità, rafforzandone le condizionalità. Introdurre misure di riduzione del cuneo fiscale e contributivo sul costo del lavoro, è un'altra delle indicazioni che arrivano dall'associazione che sottolinea la necessità di rivedere forme improprie di solidarietà tra settori economici e prevedere la detassazione degli aumenti contrattuali. Infine, occorre recuperare una piena agibilità dei contratti a termine e delle prestazioni occasionali attraverso una buona flessibilità governata e contrattata dei rapporti di lavoro.

Tra le proposte dell'associazione c'è poi quella di prevedere per gli strumenti elettronici di pagamento l'abbattimento strutturale dei costi di accettazione di tali strumenti per imprese e professionisti.

Altra richiesta è quella di valorizzare il ruolo del terziario di mercato nei processi di rigenerazione urbana e promozione di distretti economici locali attraverso il partenariato pubblico-privato. Per il perseguimento di tali processi risultano di particolare rilievo scelte improntate al ricorso ai piani di marketing urbano.

Entrando nei temi strettamente relativi al commercio, l'associazione guidata da Sangalli lancia una serie di proposte. Per le locazioni commerciali una cedolare secca con beneficio condiviso tra locatore e conduttore e leva fiscale per incentivare l'utilizzo di immobili sfitti; Poi una riforma delle concessioni di posteggio per esercizio di commercio su aree pubbliche ed una equilibrata applicazione della nuova disciplina in materia di pratiche commerciali sleali. Sul fronte del commercio elettronico è necessaria un'equità fiscale (web tax) e supporto all'offerta on line del commercio tradizionale. Poi una riforma "strutturale" dei buoni pasto per salvaguardarne il valore nominale lungo tutta la filiera.

Per il turismo, la richiesta è quella di completare il percorso verso una governance efficace del settore, prevedendo un assetto di competenze concorrenti tra Stato e Regioni. Ma anche di riconoscere la centralità delle politiche turistiche per lo sviluppo del Paese, a partire dalla realizzazione di investimenti e riforme anche trasversali previsti nel Pnrr e presidiando dossier europei vitali per il settore. Occorre poi, secondo Confcommercio, coinvolgere attivamente operatori, Regioni e Autorità competenti nell'esercizio della delega sulle concessioni demaniali turistiche, tutelando i diritti acquisiti degli attuali concessionari.

Infine, guardando all'agenda Cultura, è fondamentale il riordino dei benefici fiscali per le attività culturali, l'istituzione di un regime di detraibilità delle spese per beni e servizi culturali e aumento della percentuale di detrazione relativa all'Art bonus e la riduzione al 4% dell'aliquota Iva sui biglietti di ingresso. Da prevedere, poi, agevolazioni per le librerie, tra cui una detrazione fiscale per gli acquisti di libri per la formazione di ogni ordine e grado e l'ampliamento dell'esenzione Ires sugli spettacoli dal vivo.

Mlp