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Elezioni: Istituto Cattaneo, 'FdI più forte al nord, Fi e Lega meridionalizzati'

(Adnkronos) - Fratelli d'Italia è nettamente più forte al Nord, mentre i partiti fondati da Silvio Berlusconi e Umberto Bossi si sono meridionalizzati. E' la conclusione dell'Istituto Cattaneo che in una accurata analisi intitolata 'La contendibilità dei territori' identifica le aree territoriali in cui il vantaggio del centrodestra è risultato tale da rendere il suo primato inscalfibile e quelle in cui con più probabilità, con un diverso formato delle coalizioni, l'esito avrebbe potuto essere diverso o potrà esserlo in futuro.

Che cosa emerge dai risultati elettorali del 2022? Il centro-destra sembra avere un vantaggio netto in termini di consensi soprattutto nei comuni più piccoli e nel Nord Italia, mentre nelle grandi città è il centro-sinistra ad essere avanti - si legge nel report - Nei comuni di dimensione intermedia e nel resto d’Italia, la somma dei voti di centro-sinistra, Azione-Italia Viva e Movimento 5 stelle sembra suggerire che in futuro la competizione potrebbe essere più aperta. Quanto agli equilibri interni al centro-destra, il Sud e le Isole sono le uniche aree in cui Fratelli d’Italia non è predominante sugli alleati.

Se il centro-destra ha un vantaggio molto netto in termini di consensi nei comuni più piccoli (fino a 15.000 abitanti), all'opposto la coalizione di centro-sinistra guidata dal Pd ha un piccolo vantaggio nelle grandi città (oltre 350.000 abitanti): in media 3 punti percentuali in più rispetto al centrodestra. La situazione è più complessa nei centri urbani di dimensioni intermedie (dai 15.000 ai 350.000 abitanti). Anche nei comuni di queste dimensioni il centro-destra ha un vantaggio netto sul centro-sinistra. Tuttavia - rileva l'Istituto - la somma dei voti conseguiti dal centro-sinistra, dai centristi e dal M5s è superiore alle percentuali di consenso del centro-destra. Ma sommare i blocchi di voti in modo meccanico è senz’altro un errore. In ogni caso, i dati sembrano suggerire che una qualche forma di alleanza tra queste formazioni potrebbe rendere la competizione più aperta nei comuni mediopiccoli e medio-grandi.

Procedendo per aree, il centro-destra ha un chiaro vantaggio nel Nord-ovest e nel Nord-est, dove consegue oltre il doppio delle percentuali di consensi del centro-sinistra e 20 punti percentuali in più della somma dei voti dei principali avversari. Anche nel Centro Italia (Lazio e regioni limitrofe) il vantaggio del centrodestra è netto. Nel resto d’Italia il centro-destra è avanti, ma con percentuali di consenso pari (nella Zona rossa) o inferiori (nel Sud e nelle Isole) alla somma dei consensi ottenuti da centro-sinistra, centristi e M5S. Analogamente a quanto detto in precedenza, ciò indica un maggiore grado di contendibilità di queste aree.

Analizzando gli equilibri interni al centro-destra, appare chiaro che Fratelli d’Italia risulta predominante sugli alleati quasi ovunque. In termini di percentuali di voto, il partito di Giorgia Meloni ottiene ben più di quanto ottengano tutti i suoi alleati messi assieme (Lega, Forza Italia, Noi moderati), qualunque sia l’ampiezza del comune di riferimento Operando un confronto per zone geopolitiche, notiamo che Fratelli d’Italia supera di gran lunga i suoi alleati in tutta l’Italia centro-settentrionale. Il divario tra le percentuali di voto di FdI e quelle della somma degli alleati di centro-destra è particolarmente elevato nella Zona rossa. Le regioni del Sud e delle Isole sono invece le uniche in cui Fratelli d’Italia non è predominante sugli alleati.