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## Elezioni, Padoan "candidato" in circolo Pd:rivendica e rilancia

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Roma, 16 gen. (askanews) - La sala è piena per il suo primo confronto con i militanti del Pd dopo aver annunciato la sua disponibilità a candidarsi. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è arrivato al circolo del quartiere Esquilino a Roma con la moglie Maria Grazia. Le bandiere appese sui muri della sezione, a partire da quella del Pci, "sono per me un tuffo nel passato ma collegato al presente", ha esordito per rompere il ghiaccio. Il confronto è stato pacato e il ministro ha rivendicato il lavoro fatto e ha rilanciato su alcuni temi pur senza discostarsi troppo dal suo refrain del "sentiero stretto".

E quello che ha tenuto a sottolineare, prima di rispondere alle domande dei militanti, è proprio che la politica economica impostata dal governo Renzi e poi proseguita con il governo Gentiloni ha consentito, secondo Padoan, di rimettere "in moto" il Paese: "abbiamo fatto un grande lavoro e questa legislatura consegna un Paese in condizioni migliori di quello che aveva trovato". Tutto questo, ha aggiunto, "si può rivendicare con molto orgoglio", dal jobs act che ha definito una "grande riforma" anche se può essere "migliorato", ha detto, ma si deve diffidare di chi propone ricette "che sembrano senza costi e facili ma non lo sono" come "l'abolizione della riforma delle pensioni, del Jobs act o delle tasse universitarie" o da chi sostiene di avere "la bacchetta magica" in riferimentoi alla flat tax.

Con le domande dei militanti, Padoan è entrato un po' più nel dettaglio della campagna elettorale. Il ministro ha così spiegato di essere a favore dell'esclusione degli investimenti dai vincoli di bilancio nell'ambito della revisione del Fiscal Compact; mentre si è detto contrario a chi chiede di rivedere la riforma Fornero: "per l'Italia è fondamentale la sostenibilità del sistema pensionistico" e qualsiasi aggiustamento "non deve intaccare la sostenibilità a lungo termine" altrimenti il prezzo per "i nostri figli e i nostri nipoti" sarebbe "altissimo". Padoan ha messo in guardia da chi vorrebbe una politica espansiva: "senza controllo le cose scappano di mano e siccome il debito è già bello alto lì su, i mercati ci lascerebbero per strada" e a pagare sarebbero i "cittadini". No dunque a tagli delle tasse in deficit che produrrebbero una reazione "negativa" dei mercati.

Di fronte ai militanti che non digeriscono l'idea del segretario del Pd, Matteo Renzi, di abolire il canone Rai, Padoan ha invitato a rovesciare il ragionamento: prima, ha affermato, "ragioniamo sul ruolo fondamentale del servizio pubblico con un progetto culturale importante". In ogni caso, ha proseguito, conviene andare avanti nella direzione già intrapresa, con una riduzione graduale del canone che da quando è in bolletta, ha tenuto a ricordare, ha anche dato un gettito: "questa è la strada che si può seguire".