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Elezioni, Parsi: "Salvini e Berlusconi smettano con aperture a Russia"

(Adnkronos) - Il rischio di ingerenze russe nella campagna elettorale italiana "sarebbe paradossale che non ci fosse, perché i russi hanno esercitato ingerenze scorrette nei più importanti cicli elettorali di questi ultimi anni". Lo dice all'Adnkronos il professore di Relazioni internazionali dell'Università Cattolica di Milano, Vittorio Emanuele Parsi, dopo le dichiarazioni dell'ex presidente russo Dmytri Medvedev, che - spiega l'accademico - "adombrando" ingerenze dalla Russia "creano comunque un effetto di disturbo al corretto processo elettorale di una democrazia".

Per questo, secondo il politologo, "con una guerra in corso scatenata dalla Russia contro l'Ucraina, che mina i principi dell'ordine internazionale, i cittadini italiani è lecito che si aspettino che venga chiarita qualunque ambiguità nel rapporto tra la Lega e Russia Unita e tra la leadership della Lega ed esponenti dell'amministrazione russa". Farlo "andrebbe anche nell'interesse di Salvini", sottolinea Parsi, osservando che "dire che non lo si fa, perché tanto è inutile e si è insospettabili, è chiaro che induce negli altri il sospetto che non lo si faccia, perché non si è in grado di farlo".

Salvini - rimarca il professore - non è però l'unico "leader politico del centrodestra che ha avuto o ha rapporti molto stetti con Putin: l'altro è Berlusconi, non ce lo dimentichiamo mai". Quanto alla leader di Fratelli d'Italia, "le va riconosciuto - sottolinea Parsi - che ha sempre tenuto una posizione coerentemente atlantista sulla questione della guerra della Russia in Ucraina. Questo è indubitabile". Ed è per questo che "sarebbe anche nell'interesse di Meloni che Salvini e Berlusconi la smettessero di essere su posizioni aperturiste nei confronti della Russia e di Putin".

Se "questi chiarimenti non verranno e quello schieramento dovesse vincere le elezioni, io mi auguro che quella che prevedibilmente ne sarà la leader e a quel punto probabilmente prima ministra, tragga le conclusioni e non metta nella posizione in cui si garantisce la sicurezza della Repubblica, cioè al Viminale, personaggi politici che non sono stati in grado di chiarire qual è il loro rapporto rispetto alla sicurezza della Repubblica. Non rispetto alle fantomatiche invasioni di migranti dal sud, ma nelle concretissime invasioni di soldataglie dall'Est", dice il professor Parsi.

La consolazione è che "grazie a Dio ci sono gli apparati di sicurezza della Repubblica che continueranno a svolgere la loro azione di vigilanza affinché non ci siano operazioni clandestine di manomissione del voto", anche se "questa non è una garanzia assoluta, perché la protezione e la vigilanza è un conto; l'opportunità politica che soggetti dei vari partiti chiariscano le loro relazioni, è un altro tipo di discorso. E Salvini su questo un po' ci gioca, mentre farebbe bene invece a fare chiarezza sui suoi trascorsi, visto che andava in giro con le magliette di Putin". E se il segretario della Lega "non vuol farlo, gli elettori ne trarranno le conseguenze, se vorranno", conclude.