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Elezioni Usa, per Goldman Sachs una netta vittoria dem favorirebbe uno stimolo fiscale più forte

Virgilio Chelli
·3 minuto per la lettura
Elezioni Usa, per Goldman Sachs una netta vittoria dem favorirebbe uno stimolo fiscale più forte
Elezioni Usa, per Goldman Sachs una netta vittoria dem favorirebbe uno stimolo fiscale più forte

Il primo pacchetto di stimoli potrebbe arrivare sin dal primo trimestre 2021, seguito da decisioni di investimento in infrastrutture e ambiente, mentre le nuove tasse saranno meno pesanti del previsto

La dimensione e la rapidità di un supporto di spesa pubblica all’economia americana dipende dall’esito delle elezioni che il 3 novembre decideranno sia la presidenza che la possibilità che il senato passi dall’attuale controllo repubblicano a quello dei democratici, rendendo in questo modo più fluida e rapida l’azione di governo. Se invece il Congresso rimane come è oggi diviso, lo stimolo fiscale alla ripresa potrebbe limitarsi a una contenuta percentuale del PIL, a prescindere dal fatto che sia il presidente Trump o lo sfidante Biden ad aggiudicarsi la Casa Bianca.

PRIORITÀ ALLO STIMOLO FISCALE

Sono le conclusioni cui giunge l’analisi di Goldman Sachs Economic Research che torna sugli scenari post elettorali americani e sulle loro implicazioni per la politica economica. Secondo la nuova research che reca la data del 19 ottobre un controllo democratico di Casa Bianca, Camera dei Rappresentanti e Senato aumenterebbe significativamente la spesa pubblica a sostegno dell’economia, in un primo tempo con il varo dell’atteso pacchetto di stimolo fiscale, e poi con investimenti per la realizzazione di infrastrutture e protezione dell’ambiente, che verrebbero in parte finanziati con un aumento delle tasse che verrebbe tuttavia deciso solo nel terzo trimestre dell’anno.

CRUCIALE IL MARGINE DI CONTROLLO DEL SENATO

Per questo l’analisi di Goldman Sachs Economic Research giudica cruciale il controllo del Senato per le prospettive di politica economica, e sottolinea anche che sarà molto importante il margine di voti di cui disporrà chi controllerà il Senato, perché ad esempio una maggioranza risicata di soli 50 o 51 seggi su 100, tenendo conto che in America il presidente di quest’assemblea è il vice presidente il cui voto è determinante in caso di parità, significherebbe meno stimolo fiscale, ma anche aumenti di tasse più contenuti, a differenza di una maggioranza più larga, ad esempio di 53 o 54 seggi.

MENO TASSE DI QUANTO ATTESO

In ogni caso, come rilevato in precedenti analisi, Goldman Sachs non crede che tutte le proposte di aumento delle tasse diventeranno legge, e che per esempio la tassa sulle corporation se aumentata lo sarà a un livello più basso rispetto al 28% proposto da Biden, mentre la tassa sui capital gain andrebbe probabilmente ad assestarsi tra l’attuale livello del 20% e l’aliquota sul reddito che si avvicina al 40%. Goldman si aspetta inoltre che altre aumenti proposti che riguardano le persone fisiche non riusciranno a raccogliere un consenso sufficiente in Congresso. In tutto la stima di Goldman è che l’aumento complessivo di imposizione si terrà al di sotto dei 2.000 mld di dollari spalmati su un arco di 10 anni, pari allo 0.8% del PIL.

PIÙ TEMPO PER GLI INVESTIMENTI

Riguardo ai tempi della politica della future presidenza e del futuro Congresso, Goldman ritiene che la priorità sarà costituita dal pacchetto di stimolo fiscale, che dovrebbe essere all’inizio del nuovo anno, mentre gli investimenti in infrastrutture richiederanno più tempo, e potrebbero diventare legge verso settembre, preceduti in estate da altre misure note come reconciliation e dirette a rendere più spedito il processo legislativo del Congresso.