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Eliminati prodotti di cura del corpo per pelli normali: non sono politically correct

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Eliminati prodotti di cura del corpo per pelli normali: non sono politically correct
Eliminati prodotti di cura del corpo per pelli normali: non sono politically correct

Unilever, società olandese-britannica titolare di diversi marchi, elimina la parola "normale" da tutti i prodotti dedicati alla bellezza e all'igiene personale

Si tratta di una decisione che fa seguito ad un sondaggio in cui sette intervistati su dieci considerano negativo l'impatto della parola "normale" sulle confezioni, dato che sale a otto su dieci nella fascia compresa tra i 18 e i 35 anni. Da ora in poi sarà sempre più raro trovare nella boccetta dello shampoo o del balsamo la dicitura "capelli normali" per distinguerli da quelli crespi, sfibrati, grassi, colorati. Una scelta che, spiega Unilever, vuole prestare attenzione all'inclusività.

QUESTIONI SOCIALI

La società olandese-britannica, detiene più di 400 marchi che spaziano su più settori, dall'alimentazione alle bevande, dall'igiene per la casa alla cura del corpo e quest'anno ha deciso di puntare sulle questioni sociali rendendo i prodotti più inclusivi e attenti i prodotti più attenti alle esigenze dei clienti. Infatti, dal sondaggio è emerso che il 56% degli intervistati ritiene che l'industria della bellezza crei spesso diseguaglianze. La parola "normale" per indicare pelli e capelli crea spesso confusione e in qualcuno può generale disagio. Inoltre il 52% ammette di valutare la posizione dell'azienda sulle questioni sociali prima di fare acquisti. Le questioni sociali e il politically correct diventano cruciali.

BELLEZZA INCLUSIVA

"Sappiamo che rimuovere la parola "normale" dai prodotti non risolverà il problema da solo - sottolinea Sunny Jain presidente del settore Beauty & Personal Care dell'azienda- ma si tratta di un importante passo avanti. La decisione è uno dei tanti passi che stiamo compiendo per sfidare i ristretti ideali di bellezza, mentre lavoriamo per aiutare a porre fine alla discriminazione e per sostenere una visione più inclusiva di bellezza". Inoltre Jain ha spiegato che questa scelta intende fare la differenza: "Con un miliardo di persone - dice - che usano i nostri prodotti ogni giorno, e ancora di più vedono la nostra pubblicità, i nostri marchi hanno il potere di fare davvero la differenza nella vita delle persone. Ecco perché ci impegniamo ad affrontare regole e stereotipi dannosi, e ad elaborare una definizione di bellezza più ampia e molto più inclusiva".

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