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Elio, testimonianza sulla disabilità durante il coronavirus

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elio delle storie tese
elio delle storie tese

Forse non tutti sanno che Stefano “Elio” Belisario, frontman della band “Elio e le Storie Tese”, è papà di un figlio affetto da autismo. Durante una recente intervista, il popolare cantante ha così voluto raccontare la propria esperienza durante questi lunghi mesi di lockdown. “Chi non ha il figlio autistico non si preoccupa […] Se si parla di autismo, il primo elemento che bisogna considerare è l’informazione. La sensazione di paura, di angoscia, di imprevedibilità è stata vissuta da tutti, ma prima o poi terminerà. Nel caso dell’autismo invece non termina mai”.

Elio rimprova: “Mancata attenzione”

Nonostante l’impegno di molte associazioni ed enti assistenziali, il lockdown da coronavirus ha comportato la chiusura anche dei centri per i disabili. Così queste persone hanno subìto l’interruzione del fondamentale rapporto con i terapisti e i loro educatori. Pertanto i genitori si sono trovati da un giorno all’altro a dover gestire tutto quanto da soli. ″È chiaro che chi vive in questo modo si è fatto ormai un’armatura. Non c’è stata attenzione alle esigenze di chi ha un figlio autistico. Se si interrompono le terapie a casa, si perde del tempo che non torna più”.

Sulla grande importanza dell’assistenza, il performer milanese ha peraltro precisato: “Mi sono accorto di quanti miglioramenti abbia fatto mio figlio con l’assistenza a casa tutti i giorni […] Ma a fronte di quelli come me che possono farlo, c’è una quantità di persone che non può, lasciando crescere il proprio figlio con un sacco di difficoltà”. Il frontman della band ha però lanciato infine un messaggio di speranza, confidando che l’esperienza del coronavirus possa portare le persone a immedesimarsi di più nei problemi altrui.