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Emanuele Vezù si è suicidato perché la sua azienda rischiava il fallimento

Corriere della Sera
Emanuele Vezu si e tolto la vita nel suo ufficio

Emanuele Vezù si è tolto la vita nel suo ufficio. Aveva le mani legate, il collo stretto al cappio. A trovarlo impiccato è stato un suo dipendente, Manuel Giacometti. Al Corriere della Sera la moglie Elena Grassetto racconta:

Credevo che Emanuele avesse dimenticato il cellulare da qualche parte. Così ho raggiunto la ditta con la copia delle chiavi. Appena sono entrata ho visto mio marito. Era lì... Il nostro dipendente mi ha solo detto di non toccarlo...

L'azienda che aveva fondato, l'Italservice, distribuiva ricambi per elettrodomestici. Ma da un po' di tempo i conti erano in rosso e le prospettive non erano buone. L'azienda, racconta la moglie, rischiava il fallimento.

All'inizio le cose andavano bene. Poi negli ultimi anni il fatturato ha iniziato a calare, abbiamo chiuso in rosso e per sanare i conti ci abbiamo messo dei soldi di tasca nostra. Era chiaro che presto avremmo dovuto decidere se valeva la pena continuare, oppure chiudere definitivamente

Per il fratello di Emanuele, 57 anni e con due figli, le difficoltà dell'azienda sono legate all'e-commerce, "perché l'avvento di Internet ha cambiato il mercato". La moglie continua:

Per come la vedevo io, non era un dramma: aveva già ricevuto offerte di lavoro, stavamo per pagare l'ultima rata del capannone e nel frattempo l'avevamo già messo in vendita. Ma per mio marito era diverso. Evidentemente ha vissuto l'eventuale messa in liquidazione della Italservice come un fallimento personale

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