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Emergenza sisma, una risposta rapida e sul campo dalle Ong e dalle organizzazioni internazionali

Emergenza sisma, una risposta rapida e sul campo dalle Ong e dalle organizzazioni internazionali

Quando si tratta di soccorsi rapidi in caso di calamità, le organizzazioni umanitarie svolgono un ruolo cruciale e di primaria importanza. Ma come si mobilitano per essere sul campo e fornire un aiuto nel modo più rapido ed efficace possibile? Come fanno a determinare dove è più urgente portare subito assistenza?

Emma Forster lavora per il Norwegian Refugee Council (NRC). Si trova a Damasco da settembre. Secondo lei un primo allarme arriva dal team sicurezza. "I membri dello staff vengono contattati per sapere se tutti sono al sicuro. Viene effettuato un controllo per vedere se anche le riserve dell'ong sono sicure e contabilizzate", ha raccontato a Euronews. Poi viene valutata la situazione sul campo e vengono prese decisioni importanti su dove è necessario fornire l'aiuto immediato e su come distribuirlo. "L'intero processo richiede alcune ore", spiega la Forster. Successivamente ci sono vari uffici in Siria che sono in stretta comunicazione che possono inviare personale sul campo per comprendere i bisogni più urgenti.!

"Turchia e Siria: stesse esigenze, risposte diverse

Nel caso del terremoto in Turchia e nel nord della Siria, la priorità è stata l'invio di squadre di ricerca. Avere cibo, acqua e un qualche tipo di riparo per le persone è una priorità assoluta. Ed è particolarmente difficile in questo momento, dato che il Paese sta attualmente affrontando una tempesa e sta piovendo a dirotto.

Poco dopo un disastro naturale come questo, varie organizzazioni hanno inziato a scambiarsi informazioni attraverso diversi canali. Alla fine a coordinare il tutto è l**'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA).**Il coinvolgimento delle Nazioni Unite su base umanitaria in Siria è diverso rispetto ad altri paesi, è un aiuto che viene accettato ma non richiesto dal governo, afferma Jens Laerke, vice portavoce dell'OCHA.

Sebbene la Turchia disponga già di un'autorità di risposta ai disastri naturali, che di solito viene inviata in caso di disastri ed emergenze in tutto il mondo, la situazione oltre confine è molto più difficile.

Il "lato positivo" in un paese con un conflitto armato in corso, afferma, è che nell'area esiste già una solida rete umanitaria delle Nazioni Unite, come l'NRC.

L'NRC e altre organizzazioni umanitarie chiedono maggiore assistenza umanitaria, e più finanziamenti per aiutare le persone anche nelle prossime settimane. Secondo Forster è importante rendere gli aiuti flessibili, ovvero stanziare fondi senza limitarli a un settore specifico, in modo che le Ong possano rispondere ai bisogni di conseguenza.

In che modo e con quale rapidità l'Ue interviene in caso di calamità naturali?

La Turchia non ha solo chiesto aiuto all'OCHA, ma ha anche chiesto assistenza all'Unione europea nell'ambito del meccanismo di protezione civile dell'Ue.

15 squadre di ricerca provenienti da 13 paesi sono state inviate poche ore dopo il primo terremoto. La Commissione europea è in contatto con il governo turco e coordina le richieste ai paesi membri, comunicando quindi ad Ankara quale tipo di aiuto è disponibile.

Il coordinamento delle squadre di ricerca e soccorso inviate in Turchia è una delle maggiori sfide in questo momento, spiega Laerke, vice portavoce dell'OCHA. Il suo ufficio lavora è in stretto contatto con l'ufficio per gli affari esteri della Turchia: "Dobbiamo assicurarci che le persone giuste siano al posto giusto". L'aiuto che non è necessario immediatamente ma dovrà essere rifornito via via.

"La Siria non ha attivato il meccanismo di protezione civile dell'Ue", ha spiegato a Euronews Balazs Ujvari, portavoce della Commissione europea per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi. Pertanto finora nessun aiuto di emergenza è stato inviato alla Siria. Attraverso le organizzazioni partner, la Commissione viene informata sulla situazione in loco. Tuttavia, è allo studio la possibilità di fornire ulteriori fondi umanitari per la Siria."

Chi paga il primo soccorso?

In questo primo step, la Commissione europea copre il 75% dei costi operativi sostenuti da queste operazioni. Questo ha consentito il dispiegamento in Turchia di squadre di recupero particolarmente ben attrezzate.

Per fornire ulteriore assistenza ad Ankara e capire meglio l'impatto del sisma, l'Ue sta fornendo immagini dal sistema Copernicus."Tutto questo costerà parecchio", ha affermto Laerke prevedendo che la comunità internazionale dovrà presto fornire fondi a Siria e Turchia per consentire l'aiuto di organizzazioni come Forsters NRC.