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In Emilia Romagna autorizzati oltre 520 nuovi ettari di vigneto

·2 minuto per la lettura
Image from askanews web site
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Roma, 29 set. (askanews) - Cresce il vigneto Emilia-Romagna e, in particolare, guadagna terreno la viticoltura bio. È l'esito del bando nazionale per l'assegnazione gratuita per il 2021 di appezzamenti aggiuntivi per gli impianti viticoli, in applicazione del regime europeo che ha introdotto il meccanismo delle autorizzazioni - con un limite dell'1% di superficie vitata in più rispetto all'anno prima.

La Regione ha rilasciato oggi le autorizzazioni per nuovi vigneti da impiantare nei prossimi 3 anni, per 523 ettari complessivi, a 2.823 aziende vitivinicole che hanno fatto domanda. Tra i criteri di priorità l'Emilia-Romagna ha scelto di introdurre quello della produzione biologica.

La superficie vitata richiesta complessivamente dai viticoltori emiliano-romagnoli era di 2.493 ettari e la media concessa a ogni viticoltore è stata di poco superiore ai 1.800 metri quadrati.

AI viticoltori che avevano richiesto la massima superficie vitata assegnabile (1 ettaro) sono stati riconosciuti 1.949 metri quadrati; ai quattro viticoltori biologici e ai 195 viticoltori che hanno richiesto meno di 1.500 metri quadrati, è invece stata assegnata l'intera superficie richiesta. I viticoltori che hanno ottenuto meno del 50% della superficie richiesta possono, entro il 28 ottobre, rinunciare all'autorizzazione oggi rilasciata, senza incorrere in sanzioni, accedendo direttamente alla piattaforma online del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), sulla quale avevano presentato la domanda.

Tutti gli altri viticoltori avranno tempo fino al 28 settembre 2024 per piantare le barbatelle di vite e, nei 60 giorni successivi, presentare al Servizio territoriale competente la comunicazione di fine lavori per impianto.

I nuovi vigneti autorizzati dovranno essere mantenuti almeno per cinque anni, fatti salvi i casi di forza maggiore e per motivi fitosanitari.La mancata utilizzazione delle autorizzazioni oggi assegnate, comporta l'applicazione di sanzioni che possono arrivare all'esclusione fino a tre anni dal le Misur e dell'OCM Vino (come quelle di ristrutturazione e riconversione vigneti o di investimenti nelle cantine) unitamente a sanzioni finanziarie.

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