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Enasarco, approvato a maggioranza bilancio preventivo 2020

Red

Roma, 24 dic. (askanews) - L'Assemblea dei delegati di Fondazione Enasarco, riunita a Roma, ha approvato nei giorni scorsi il Bilancio Preventivo 2020 e il Consuntivo Preliminare 2019. Un'approvazione arrivata al termine di una votazione che - si legge in una nota - ha messo in evidenza una forte spaccatura all'interno dell'Ente: mancando l'unanimità, si è proceduto a maggioranza e dei 58 delegati presenti (sui 60 aventi diritto), un delegato ha scelto per l'astensione e 21 hanno votato contro. I voti a favore sono stati 36.

"Esprimere voto contrario ha significato per noi operare in coerenza - dice Alfonsino Mei, uno dei quindici membri del CdA di Enasarco e delegato per Anasf, l'Associazione Nazionale dei Consulenti Finanziari - Se da una parte alcune anime dell'Assemblea, apparentemente molto diverse tra loro, si sono cementate per conservare lo status quo, all'insegna del "tutto cambi, affinché nulla cambi", dall'altra Anasf, Federagenti, Fiarc e Confesercenti hanno scelto di opporsi a tutto questo e di lavorare per l'esclusivo interesse delle categorie che rappresentiamo e delle quali sentiamo la totale fiducia".

Una fiducia, fa capire Mei, tramutata in sostegno, tanto da portare alla costituzione di una lista unitaria, che mette insieme le sigle di cui sopra, denominata "Fare presto e fare bene", che ha in Mei il principale promotore. "In questi mesi", aggiunge nella nota, "abbiamo lavorato per garantire maggiori diritti previdenziali alla nostra categoria e abbiamo ottenuto risultati importanti, andando contro chi voleva la stagnazione. Con le elezioni dei prossimi mesi, se ci sarà assegnato l'onore e l'onere di guidare Enasarco, l'impegno che ci assumiamo è quello di cambiare il regolamento Finanza, allargare il fronte pensionistico a quelli che oggi sono chiamati contribuenti silenti, assegnando loro la pensione con cinque anni di versamenti, naturalmente su base contributiva; e ancora: il necessario inquadramento normativo del lavoratore, una rinnovata attrattiva per i giovani, la necessità di riposizionare gli asset della Fondazione e, in sostanza, il fermo abbandono della politica del quotidiano a fronte dell'adozione di una politica di programmazione, certa e sicura, per i nostri contribuenti. Una politica necessaria, in un periodo che offre un outlook macroeconomico privo di effetti espansivi: in Italia e all'estero".