Italia markets closed

Enasarco, cda rinvia voto. Sigle lista 'Fare Presto!': Grave abuso

Red/Fco

Roma, 28 mar. (askanews) - Con la delibera del CdA Enasarco del 26 marzo, votata a maggioranza (dieci favorevoli contro cinque, quelli riferibili alla lista unitaria "Fare Presto!", contrari), la Fondazione ha sancito il rinvio delle elezioni online per il rinnovo delle cariche elettive per il prossimo quadriennio. Le elezioni, che avrebbero dovuto svolgersi dal 17 al 30 aprile 2020, sono state rinviate "fino al cessare dell'emergenza legata al Coronavirus", si legge in delibera.

"La salute dei cittadini e dei lavoratori è la prima cosa e su questo non ci sono dubbi", dicono in una nota i consiglieri Antonino Marcianò, Luca Gaburro, Alfonsino Mei, Davide Ricci e Gianni Guido Triolo, che hanno votato contro la delibera. "Ma è quantomeno sospetta le tempistica: l'emergenza nazionale legata al diffondersi in Italia del Covid-19 risale infatti a due settimane fa, nel corso delle quali si sono svolti altri CdA che non hanno avuto a oggetto il rinvio perché, parole del presidente Costa, "non c'erano le condizioni per presentarla in maniera unanime e concorde". Condizioni che invece giovedì 26, a distanza di una manciata di giorni, non hanno impedito di raggiungere lo scopo di una maggioranza che si è in pratica prolungata il mandato 'sine die'".

"Noi consiglieri rappresentiamo sigle importanti come Anasf, Confesercenti, Fiarc, Federagenti - prosegue la nota - e quello che vediamo in CdA è il grave immobilismo dell'attuale maggioranza. Siamo infatti l'unica Cassa che non ha preso iniziative straordinarie di sostegno agli agenti, come la sospensione dei contributi o l'anticipo del FIRR, come invece hanno fatto tutte le altre. Altre Casse che, per inciso, sono andate, stanno e andranno a votare regolarmente in questi giorni perché, ricordiamo, il voto è online. Quello che Costa e i suoi hanno fatto - concludono i cinque consiglieri del CdA - è stato, invece, premurarsi di prorogare, fino a data da destinarsi, le proprie posizioni di privilegio. Si tratta di un grave abuso. Chiederemo conto di tutto questo ai Ministeri competenti e agli organi di vigilanza".