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Enel, Eni confermano podio ricavi 2021, Poste prima per occupati con 53% donne - studio

La bandiera italiana di fronte all'"Altare della Patria" noto anche come "Vittoriano", a Piazza Venezia, nel centro di Roma

MILANO (Reuters) - Il boom dei prezzi delle materie prime, gas e petrolio, unito ai maggiori volumi di vendita, ha fatto da volano per i fatturati di Enel, Eni e Gse che si confermano sul podio tra le principali società italiane nel 2021.

E' quanto emerge dall'indagine dell'Area Studi Mediobanca che ha oggi presentato la 57esima edizione dello studio sulle principali società italiane. Lo studio analizza i bilanci di 3.442 aziende, suddivise in base al settore in cui operano.

Il trend è proseguito anche nei primi nove mesi di quest'anno, con i due colossi dell'energia che hanno realizzato ricavi rispettivamente pari a 108 miliardi di euro (+84%) e 101 miliardi (+102,7%).

Nella Top 20 per fatturato al quarto posto si colloca Fca Italy (gruppo Stellantis) con ricavi pari a 21,9 miliardi seguita da Telecom Italia (Tim) (15,1 miliardi), prima nel comparto servizi, e da Leonardo (14,1 miliardi).

Lo studio evidenzia che, sempre grazie al balzo del prezzo delle commodities, Edison e A2A guadagnano ben sette posizioni, piazzandosi rispettivamente nona e decima con fatturati pari di 11,7 miliardi e 11,3 miliardi nel 2021.

In netta crescita anche la società di raffinazione petrolifera Saras che guadagna 8 posizioni con 8,6 miliardi mentre fanno il loro ingresso Kuwait Petroleum Italia e Esso Italiana con vendite pari a 7,6 miliardi e 7,4 miliardi.

Chiude in ventesima posizione la oil service Saipem con 6,9 miliardi.

La prima e unica azienda della distribuzione fra le prime 20 è Superit, holding che controlla Esselunga, che occupa laquindicesima posizione con vendite pari a 8,5 miliardi.

In sintesi, delle Top 20, nove sono società a controllo pubblico, cinque a controllo privato italiano e sei a controllo estero.

Da uno sguardo alle aziende che hanno presentato i risultati dei nove mesi, emerge che Edison ha realizzato il balzo maggiore dei ricavi (+233,5%) rispetto al medesimo periodo riferito al 2021, seguita daSaras (+106,3%), Saipem (+46,1%) e Leonardo (+4%).

Sul fronte dei risultati netti, Eni è la regina degli utili, avendo chiuso il 2021 con 5,8 miliardi, dopo la perdita di 8,6 miliardi del 2020. Seguono Enel con 3,2 miliardi (+22,2%). Al primo posto delle perdite si trova, invece, Telecom con 8,7 miliardi.

POSTE BATTE TUTTI PER NUMERO DIPENDENTI, 53% SONO DONNE

Il principale datore di lavoro è sempre Poste, con oltre 121.423 dipendenti tutti nazionali. Seguono Ferrovie dello Stato (72.900) e Telecom con poco più di 38.300 unità alla fine dello scorso anno. Lo studio sottolinea che Poste si contraddistingue anche per la presenza femminile tra gli occupati, il 53% del totale. Ma un'incidenza ancora più alta, pari al 90%, si trova in Calzedonia Holding (36.700 circa) e Almaviva al 63,2% (28.200 circa).

BANCHE E ASSICURAZIONI, PRIME INTESA E GENERALI

Non ci sono cambiamenti significativi nella classifica delle prime 20 banche italiane in base al totale attivo tangibile con Intesa Sanpaolo prima con 1.059,5 miliardi davanti a UniCredit (914,5 miliardi) e, a distanza più marcata, Cdp (412,9 miliardi).

Per quanto riguarda la qualità del credito, lo studio sottolinea che dopo il picco del 2015 (198 miliardi), a fine 2021 la massa dei crediti deteriorati netti degli istituti ammonta a 37 miliardi, in diminuzione del 24,8% rispetto al 2020 ovvero 12 miliardi in meno di cui metà relativa a sofferenze e il resto a inadempienze probabili.

Sul fronte delle compagnie di assicurazioni, Generali mantiene il dominio assoluto della Top 10 dei gruppi per premi lordi che, grazie alla sua struttura multinazionale e al consolidamento integrale del gruppo Cattolica Assicurazioni nel 2021, ammontano a 74,3 miliardi, il 57% del totale realizzato dall'intero comparto. Seguono il gruppo Poste Vita (17,9 miliardi) e Unipol Gruppo (12,3 miliardi).

IMPRESE DINAMICHE

Infine, un cenno sulle cosiddette società "dinamiche" del quarto capitalismo italiano: aziende che nel 2021 hannorealizzato un incremento delle vendite pari almeno al 20% sul 2020 e al 40% sul 2019 e un'incidenza del risultato sul fatturato pari almeno al 4% negli esercizi 2019 e 2021.

Lo scorso anno sono state 26; di queste lo studio prende in esame le prime dieci, quelle con i migliori indicatori: Copan Italia; Technoprobe; Arturo Salice; Sicit Group; U-Power Group; Omer; Novabell–Ceramiche Italiane; Trafileria A. Mauri e Figli; la Regina di San Marzano di Antonio Romano e Immerfin.

(Giancarlo Navach, editing Gianluca Semeraro)