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Energia, al Mise tavolo su chiusura centrali carbone in Sardegna

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Roma, 30 gen. (askanews) - Nuovo incontro domani al Mise sulla riconversione energetica nazionale che segue l'esame della centrale di La Spezia di martedi scorso e che stavolta è dedicato alla Sardegna e in particolare alle due centrali oggi a carbone del Sulcis e di Fiumesanto.

I sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, insieme alle categorie Filctem, Flaei e Uiltec "ritengono che per realizzare il processo di riconversione e di uscita dal carbone sia necessaria prioritariamente dotare la Sardegna delle forniture di gas, che assicura la continuità energetica sia per il sistema produttivo che per gli usi civili", scrivono in una nota.

"La Sardegna - aggiungono - è la sola regione in Europa che non ha la garanzia della metanizzazione, unico vettore oggi possibile per dare certezza di sviluppo e di crescita dell'occupazione".

Al tavolo di domattina, il sindacato unitariamente chiederà alla Sottosegretaria Alessandra Todde di mantenere gli impegni istituzionalmente assunti riguardo la realizzazione della metanizzazione della Sardegna.

"Vogliamo ribadire che l'utilizzo del gas nell'isola è la condizione essenziale per l'indispensabile transizione energetica verso l'incremento delle energie rinnovabili" ha detto alla vigilia dell'incontro il Vicesegretario generale della Cgil, Vincenzo Colla. "Ovviamente, per noi domani la priorità sarà rivolta al futuro delle lavoratrici e dei lavoratori oggi impegnati nelle due centrali a carbone (oltre 1.000 addetti), - ha insistito Colla- ma abbiamo attenzione all'intera filiera delle produzioni manifatturiere dell'isola che risentirebbero della mancata produzione dell'energia termica che alimenta il sistema industriale dell'isola".