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Energia, Galassi (Api): "Con aumento prezzi ridurre tasse su imprese"

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L'impennata del costo dell'energia sta mettendo in difficoltà le piccole e medie imprese manifatturiere italiane. Che sempre più spesso rinunciano agli ordinativi o sospendono le produzioni, con il rischio di paralizzare le filiere produttive. Il governo deve quindi intervenire rapidamente con "garanzie e agevolazioni". Lo afferma Paolo Galassi, presidente di Api, l'associazione della piccola e media industria, contattato dall'Adnkronos. Dopo che in Cdm non è passato il contributo di solidarietà per i redditi più alti per far fronte al rincaro delle bollette, dice, "servono agevolazioni finanziarie e compensazioni".

Per Galassi "s e aumenta il prezzo dell'energia, bisogna diminuire le tasse", soprattutto per le pmi. Inoltre bisogna "agire sul tema dell'approvvigionamento, dialogando con la Russia, e agire a livello europeo". Il presidente di Api ricorda che "abbiamo fornitori che hanno aumentato il prezzo dell'energia elettrica fra il 150 e il 200% e del metano fra l'80 e il 100%". Tanto che il problema del prezzo dell'energia "è più grave di quello del costo del lavoro".

In questo momento si registra un incremento degli ordinativi, "ma molte aziende, con l'aumento dei costi delle materie prime, dell'energia e dei trasporti sono in grande difficoltà". Con molte pmi "che devono aumentare i prezzi, altre che rinunciano agli ordini e altre che sospendono le produzioni, con il rischio di bloccare le filiere produttive". Per le imprese, sottolinea il presidente di Api, il maggiore ostacolo è diventato "l'imprevedibilità. Si fa fatica anche solo a fare il listino prezzi per il 2022: le materie prime non si sa quando arrivano e l'energia arriva ma non si conoscono i prezzi. Magari non perdiamo fatturato ma utili e redditi".

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