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Energia, giovani agricoltori in crisi: "Senza aiuti nessun futuro"

(Adnkronos) - Il 25 per cento dei giovani agricoltori - secondo un'analisi di Coldiretti - ha ridotto la produzione a causa dei rincari, dal gasolio ai concimi, fino ai materiali per l'imballaggio. Aumenti che vanno a sommarsi a quelli delle bollette, mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende che lavorano la terra. E' il caso di Valerio Margaria, 25enne che a Fossano, in Piemonte, alleva conigli e coltiva ortofrutta. "Nel periodo estivo, a causa del caro energia, abbiamo ridotto la produzione, ma fino a ora stiamo cercando di non impattare troppo sui numeri che l'allevamento ci consente di fare", racconta il giovane agricoltore all'Adnkronos. (VIDEO)

"Il problema principale lo abbiamo con il mangime per i conigli, passato da 28 a 40 euro al quintale. Costi notevoli, a cui è difficile sopperire. Senza contare concimi e fertilizzanti: quello che usiamo per i campi ha visto il prezzo triplicare, da 30 a 100 euro al quintale. Tutto questo si somma al caro energia, con costi che stanno diventando davvero insostenibili per noi", racconta Margaria, che per il momento non ha alcuna intenzione di chiudere l'azienda di cui è titolare dal 2018, quando è subentrato ai genitori: "E' il nostro lavoro, la nostra passione e quindi stiamo cercando in tutti i modi di andare avanti, però deve cambiare qualcosa e ci devono essere degli aiuti concreti anche per noi, perché altrimenti, davvero, non abbiamo più futuro".

A protestare contro inflazione e caro energia al Villaggio Coldiretti allestito nel parco Sempione di Milano c'è anche chi, giovanissimo, l'azienda agricola non è ancora riuscito ad aprirla, stretto tra burocrazia e preventivi lievitati. Il suo nome è William Piantanida Chiesa, 20 anni non ancora compiuti, e il sogno di lavorare la terra. "Nella mia famiglia non ci sono agricoltori, sono l'unico. Il settore mi piace sin da quando ero piccolo: ho iniziato con i giardini e un anno fa ho preso un terreno per iniziare l'attività di imprenditore agricolo", racconta all'Adnkronos. Il progetto prevede la coltivazione di ortaggi, una serra per i funghi e l'allevamento di galline da uova a Somma Lombardo, in provincia di Varese.

"Questo settore mi piace davvero, ma tra rincari dei prezzi e burocrazia, che mette paletti di continuo, iniziare un'attività da zero è veramente difficile", denuncia il 19enne, raccontando che "il preventivo per i lavori che avevo fatto fare un anno fa ora è raddoppiato e non mi assicurano nemmeno i tempi di consegna". L'appello dell'imprenditore agricolo in erba alla politica, che non ha mancato di portare il suo saluto alla tre giorni di Villaggio Coldiretti, è molto chiaro: "Rendeteci la vita facile: a noi giovani servono aiuti reali e meno intoppi".

La voglia di coltivare la terra, invece, non gli manca, se è vero che - secondo l'analisi Coldiretti-Divulga - nell'ultimo anno in media sono nate 17 nuove imprese giovani al giorno, portando a 56mila il totale delle aziende agricole guidate da under 35. Realtà - riferisce Coldiretti - che hanno una superficie che è quasi il doppio della media (18,3 ettari contro 10,7), un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più, oltre a una maggiore propensione all'innovazione, con il 24,4% dei giovani che ha realizzato almeno un investimento innovativo nel triennio 2018-2020, a fronte del 9,7% dei non giovani.

"La drammatica crisi scatenata dalla guerra mette a rischio il futuro proprio della parte più avanzata dell’agricoltura italiana impegnata in un percorso di innovazione e sostenibilità per contribuire alla sovranità alimentare ed energetica del Paese", sottolinea la leader dei giovani della Coldiretti, Veronica Barbati, chiedendo di "sostenere il fenomeno del ritorno alla terra e la capacità dell’agricoltura italiana di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo".