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Energia, ricerca A2A: Italia autonoma al 58,4% con sue materie prime

Image from askanews web site
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Milano, 2 set. (askanews) - L'Italia ha un "tesoretto" energetico che potrebbe portarla al 58,4% di autonomia energetica, quasi triplicando i livelli attuali. Basterebbe sfruttare le materie prime dei territori, come acqua, vento, sole e rifiuti, e agire su elettrificazione dei consumi ed efficientamento. E' quanto emerge dalla ricerca di A2A con The European House - Ambrosetti che è stata presentata oggi a Cernobbio. Secondo lo studio, è ottenibile una crescita di potenza installata di 105,1 GW di solare, 21,1 GW di eolico e 3,3 GW di idroelettrico dall'attivazione delle fonti di energia rinnovabili seguendo le inclinazioni delle diverse regioni italiane.

Dai circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti che possono essere avviati a recupero energetico sarà invece possibile produrre elettricità per oltre 7 TWh (+55% rispetto al 2020), pari a circa il 2% del fabbisogno annuale di generazione elettrica italiana. E con la valorizzazione del biometano si possono attivare 6,3 miliardi di metri cubi (l'8% del consumo nazionale e il 22% del gas importato dalla Russia).

"Sono già stati compiuti passi avanti in termini di sviluppo di produzione energetica da fonti rinnovabili", ha detto Marco Patuano, presidente di A2A. "La possibilità di ottimizzare ulteriormente la produzione a seconda delle peculiarità delle singole regioni italiane, delle relative risorse disponibili e degli impianti già presenti, consentirebbe di attivare il pieno potenziale dell'Italia e di renderla meno soggetta a dinamiche esogene", ha aggiunto.

Per Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, "il pieno sfruttamento delle nostre fonti autoctone, quali acqua, vento, sole e rifiuti, permetterebbe di triplicare l'indipendenza italiana dall'approvvigionamento energetico estero: un incremento di quasi quattro volte rispetto a quello rilevato negli ultimi 20 anni, a vantaggio di cittadini e imprese", ha concluso l'ad.