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Energy manager, trend in crescita dell'8% ultimi cinque anni

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Roma, 13 set. (askanews) - Continua il trend di crescita degli energy manager nominati dai soggetti obbligati, che si aggira intorno all'8% in cinque anni. Nel 2018 le nomine sono state 2.353. Di queste 1.589 sono relative ad energy manager nominati da soggetti obbligati e 764 da soggetti non obbligati. Capofila tra i settori è sempre il terziario (con 483 nominati), seguito a ruota dall'industria (432 nomine), ultima la Pubblica Amministrazione che registra addirittura una diminuzione rispetto al 2017: meno della metà delle città metropolitane ha inviato la nomina, i capoluoghi di provincia che hanno nominato un energy manager sono invece 31 su 116. I comuni non capoluogo presenti sono solo 58. Il tasso di nomine relative alle regioni è pari al 35%, mentre va peggio per le province con un basso 20%.

Questi i principali dati emersi durante la mattinata di presentazione del "Rapporto sugli energy manager in Italia - Indagine, evoluzione del ruolo e statistiche" svoltasi al Ministero dello Sviluppo economico.

"La crescita degli energy manager è un fatto positivo" ha affermato Dario Di Santo, direttore FIRE "in quanto testimonia una maggiore attenzione al tema energetico-ambientale da parte delle imprese, che possono migliorare la propria competitività attraverso un uso più efficiente delle risorse e conseguire altri benefici su aspetti quali il valore degli asset, la produttività, la sicurezza e il comfort, etc. La crescita degli energy manager inseriti nell'ambito di un sistema di gestione dell'energia e degli esperti in gestione dell'energia (EGE) sia come nominati che come collaboratori rafforzano la positività del quadro. Confidiamo che nel tempo possa crescere il numero di energy manager nominati nella pubblica amministrazione".(Segue)