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Eni aspetta chiarimento Ue su schema pagamento in rubli per gas russo - fonti

FILE PHOTO: The logo of Italian oil and gas group Eni is seen on the facade of its headquarters in Rome, Italy

MILANO (Reuters) - Eni non ha ancora preso una decisione sul pagamento in rubli introdotto dalla Russia per l'acquisto di gas e, secondo quanto riferiscono tre fonti a conoscenza del dossier, attende ancora di capire se ciò costituisca una violazione delle sanzioni internazionali contro Mosca.

In base al nuovo sistema di pagamento, annunciato dal presidente russo Vladimir Putin a marzo, i partner commerciali di Mosca sono tenuti a depositare euro o dollari in un conto presso Gazprombank per poi convertirli in rubli, che verrebbero collocati in un secondo conto di proprietà dell'acquirente estero. La procedura si completa con il trasferimento della valuta russa a Gazprom.

Eni non ha ancora presentato alcuna richiesta per aprire un conto in rubli e sta aspettando che il quadro politico si chiarisca, spiega una delle fonti.

In assenza di sviluppi, Eni dovrà procedere con il pagamento in euro alle prossime scadenze di maggio o altrimenti incorrerà in una violazione contrattuale, ha aggiunto la fonte.

I ministri europei dell'Energia si incontreranno lunedì per discutere il dossier, che divide gli stati membri.

Gazprom ha tagliato ieri le forniture di gas a Bulgaria e Polonia, dopo che i due paesi si sono rifiutati di pagare in rubli, minacciando analoghe misure contro altri stati.

La tedesca Uniper ha reso noto al quotidiano Rheinische Post il proposito di trasferire i pagamenti per il gas di Mosca a una banca russa anziché una europea.

Eni, controllata al 30% dallo stato, è uno dei maggiori acquirenti europei di gas russo, con contratti a lungo termine in scadenza nel 2035. Lo scorso anno il gruppo ha importato circa 30 miliardi di metri cubi di gas da Gazprom.

Il governo italiano aspetta che venga stabilita una posizione a livello comunitario, fa sapere la presidenza del Consiglio.

La Commissione europea ha detto che non ci sarebbe violazione del quadro sanzionatorio se le aziende Ue dichiarassero di aver adempiuto ai loro obblighi contrattuali pagando in euro o in dollari, in linea con i contratti esistenti.

Secondo un alto funzionario Ue, "a una prima occhiata" l'apertura di un conto bancario in rubli da parte degli importatori di gas appare come una violazione delle sanzioni.

Una seconda fonte ha detto che l'Italia ha ancora tempo per decidere, dato che i futuri pagamenti a carico di Eni sono previsti dopo metà maggio.

Eni non ha commentato.

L'Italia importa dalla Russia circa il 40% del proprio gas e sta cercando di diversificare le sue fonti di approvvigionamento, in seguito all'invasione russa dell'Ucraina.

(Tradotto da Enrico Sciacovelli, editing Claudia Cristoferi)

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