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Eni chiude bene la settimana nel giorno dei conti

Faro Maltese
 

Chiusura di settimana positiva per Eni (Londra: 0N9S.L - notizie) , che ha archiviato la sedutà con un rialzo dello 0,95% a 13,63 nel giorno della pubblicazione dei conti preliminari del quarto trimestre e dell'intero 2017, approvati ieri dal consiglio di amministrazione.

I conti

Un esercizio che la compagnia petrolifera ha chiuso tornando ai profitti, con utile netto di 3,427 miliardi dopo la perdita di 1,464 miliardi del 2016 (utile adjusted a 2,411 miliardi di euro da un rosso di 340 milioni di un anno prima) e comunicando che il cda proporrà all'assemblea del 10 maggio la distribuzione di un dividendo di 0,80 euro per azione(0,4 già distribuiti in acconto) 

A risultare convincenti agli occhi del mercato sono stati soprattutto i dati del quarto trimestre 2017 relativi all'utile operativo adjusted (a 1,995 miliardi di euro, +55% anno su anno e meglio degli 1,91 miliardi attesi dagli analisti del consensus), quelli sui profitti netti adjusted (a 975 milioni contro il pronostico di 570 del consensus) e i dati sulla produzione di idrocarburi, che si è attestata a 1,892 milioni di barili al giorno, una cifra superiore tanto alle aspettative degli analisti (1,869) quanto alla produzione di barili dell'esercizio precedente.

La view degli analisti

Giudizi positivi anche dalle banche d'affari che hanno reagito oggi ai conti di Eni.

“Riteniamo che il set di risultati abbiano risvolti positivi per il titolo grazie ad una redditività signficativamente superiore alle nostre attese e al minor indebitamento” hanno commentato a caldo nel confermare il giudizio "buy" gli analisti di Equita (target price a 17 euro), che considerano "sostanzialmente in linea con le attese” l'outlook 2018 fornito.

Prprio sui risultati di quest'anno 2018 si dichiarano particolarmente fiduciosi gli analisti di Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) . "Poiché prevediamo una ripresa del prezzo del greggio a circa 65 dollari al barile nel 2019," scrive l'istituto in un nuovo report, "crediamo che questo possa avvantaggiare in modo sproporzionato Eni nel 2018, considerata la sua crescita nella produzione, la qualità del suo portafoglio e la maggiore esposizione nell'upstream rispetto alle altre major del greggio".

Segnaliamo infine che conferme dei target price sono arrivate oggi anche da parte degli analisti di Ubs (17 euro), Kepler Chevreux e Barclays (Swiss: BARC.SW - notizie) (16 euro), e di Goldman Sachs (NYSE: GS-PB - notizie) , che ritiene Eni in grado di raggiungere quota 20 euro in un orizzonte di 12 mesi.

 

 

 

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