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Eni: ipotesi di spin-off nel upstream è catalyst positivo per il titolo (analisti)

Alessandra Caparello
·1 minuto per la lettura

Sale a Piazza Affari il titolo Eni che al momento segna +1,05% a 10,18 euro. Secondo fonti Reuters, Eni starebbe valutando la possibilità di scorporare le attività upstream in Africa e Medio Oriente in nuove JV per ridurre il livello di debito e facilitare la transizione energetica. ENI sarebbe in trattativa con alcuni players nel oil & gas (vengono citati Total e BP) per combinare parte delle loro operazioni in aree geografiche chiave. Eni potrebbe replicare quanto fatto con gli asset in Norvegia di Var Energi nel quale oggi Eni detiene il 70% di quota e dove lo spin-off era avvenuto nel 2019, con HitecVision (private equity). La creazione di un’entità separata consentirebbe a Eni di rimuovere parte del debito dal bilancio, dato che non sarebbe più consolidato a livello di gruppo. Nel 2020 il West Africa, Nord Africa e Medio Oriente costituivano rispettivamente il 20%, 15% e il 5% della produzione upstream. La valorizzazione di quegli asset ammonterebbe a circa €21 bn secondo Equita. “Se ipotizzassimo di replicare la quota di partecipazione in Var Energi e lo stesso livello di leverage (30%) per la nuova entità pari a quella del bilancio FY20 di ENI, calcoliamo che ENI potrebbe liberare fino a €6 bn di capitale” continuano gli esperti della Sim milanese secondo cui “Un minor indebitamento - che è già oggi su un livello molto equilibrato – potrebbe accelerare i piani sulle attività rinnovabili e low-carbon. Riteniamo che uno spin-off di dimensioni rilevanti e l`accelerazione del processo di transizione energetica possa costituire un catalyst positivo per il titolo” concludono.