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Eni: ok Antitrust ad acquisizione Cef 3, Gems, Finpower ed Eolica Lucana. E arrivano rumor su progetti in Kazakistan

·2 minuto per la lettura

Eni starebbe puntando sullo sviluppo sia di asset petroliferi che di energie rinnovabili in Kazakistan. E' quanto riporta MF, che ricorda come il prossimo autunno il paese lancerà 22 nuove licenze per le attività di E&P nel settore Oil&Gas. Vale la pena di ricordare che la società guidata da Claudio Descalzi è presente in Kazakistan dal 1992. Oltre all'espansione della produzione di Oil&Gas, il governo kazako sta cercando di coinvolgere gli operatori stranieri affinché sviluppino una capacità di energia da fonti rinnovabili, portandola fino al 6% entro il 2025 rispetto a quella totale, al 15% entro il 2030 e al 50% entro il 2050. Nel riportare l'indiscrezione di Mf, gli analisti di Intesa SanPaolo scrivono di prevedere che "Eni competerà con altre società oil presenti al momento in Kazakistan, presentando anche un'offerta per lo sviluppo della nuova capacità di energia da fonti rinnovabili". Allo stesso tempo, gli analisti non ritengono che "questa notizia sia particolarmente price sensitive, visto che i suoi effetti potenziali sono attesi nel più lungo termine". Intesa SanPaolo ha un rating "ADD" sul titolo, con target price a 11,5 euro. Il titolo Eni sale alle 12.06 dello 0,43% a 10,278 euro. Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Radiocor-Il Sole 24 Ore, ieri l'Antitrust ha autorizzato, deliberando di non aprire un'istruttoria, l'acquisizione del controllo esclusivo da parte Eni dell'intero capitale sociale di Cef 3 (e, indirettamente, delle sue controllate, SER e SER 1), GEMS, Finpower ed Eolica Lucana, società attive nelle rinnovabili. La concentrazione in esame, si legge nel bollettino dell'Antitrust, "non appare idonea a determinare la costituzione di una posizione dominante o a modificare in misura significativa le condizioni di concorrenza nei mercati rilevanti citati". "Pertanto l'operazione in esame non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nei mercati interessati, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza" e l'Antitrust "delibera di non avviare l'istruttoria".

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