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Equitalia, premio di produzione a chi riscuote più tasse

Fabrizio Arnhold

Un premio di produzione, come in ogni azienda che si rispetti. Peccato che se si parla di Equitalia, le cose cambiano un po’. Primo perché la società è totalmente pubblica – 51 per cento Agenzia delle entrate e 49 per cento Inps, quindi gestita con soldi dei contribuenti - secondo perché a vincere il premio di produzione diventa l’impiegato che riscuote più imposte possibili sempre dai contribuenti. Un po’ contorto, ma tutto vero.

Più introiti per l’azienda, più soldi per i dipendenti. La notizia, riportata da Il Giornale, fa riferimento alla presentazione di Equitalia Marche dal titolo “Sistema Incentivante 2008”. L’obiettivo ufficiale dell’azienda è quello di motivare il personale nel raggiungimento dei risultati. Ma considerato che da queste parti non si vendono aspirapolveri, ma si incassano tributi, diventa semplice capire che l’impiegato più zelante sarà quello che riesce a spremere di più il cittadino di turno. Sempre senza offesa, s’intende. Il target per l’agente di riscossione sono soprattutto gli incassi dei ruoli dello Stato e degli Enti pubblici nazionali, dell’Agenzia delle entrate o di Inps e Inail. Leggendo il documento, disponibile in rete che spiega il meccanismo di incentivi aziendali, datato luglio 2008, si scopre che il montepremi dedicato al sistema incentivante è di ben 314mila euro, da suddividere tra lavoratori in forza (170 unità). Ma in che modo? I criteri sono principalmente due. Il primo è legato alla performance quantitativa, facilmente misurabile. Il secondo punta sull’attività qualitativa, legata ai comportamenti di ciascun dipendente. L’impiegato più attivo e insistente, in pratica, ha più chances di aggiudicarsi il riconoscimento.

Come se non bastasse, però, ad alzare la voce sono i sindacati perché i premi incentivanti (in media il 3,5 per cento in più all’anno in busta paga) potrebbero diminuire. “Gli importi verranno ulteriormente ridotti, vergogna!”, scrivono Cgil-Fisac, UilCa, CislFiba e le altre sigle sindacali, si legge su Il Giornale. Le aree di business che riguardano gli ipotetici premi sono gli “Incassi in relazione ai ruoli dello Stato”; le “Riscossioni dai ruoli delle Agenzie delle entrate”; le “Riscossioni ruoli Inps-Inail”. Tutte le cartelle Equitalia che si abbattono come una mannaia su imprenditori, negozianti, pensionati, famiglie che versando quanto richiesto contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi del relativo ufficio Equitalia, premiato eventualmente a fine anno. Una norma sacrosanta, prevista dall’articolo 50 del Contratto applicato a dirigenti, funzionari e impiegati di Equitalia. Con la supervisione dei sindacati, ovviamente, che si lamentano di come dal novembre del 2011 i parametri per far scattare il premio si siano abbassati “per la potenziale criticità derivante dall’impatto di alcune norme”. Alcune leggine che dovrebbero, a dire il vero, tutelare il contribuente. Ad esempio la “necessità per i debiti fino a 2mila euro dell’invio di un doppio preavviso quale condizione necessaria per l’avvio delle procedure esecutive”. Altre novità che rallenterebbero le riscossioni: “l’istituzione del preavviso di ipoteca” o “l’introduzione per debiti tra gli 8mila e i 20mila euro di vincoli alla possibilità di iscrivere l’ipoteca stessa”. Garanzie tutt’altro che accessorie per il cittadino vessato che, però, potrebbero essere un ostacolo per i premi di produzione dei dipendenti Equitalia.

Denaro pubblico, azienda statale, soldi riscossi dai cittadini e premi pagati ai dipendenti pubblici. Un circolo particolare. “E’ immorale premiare un sistema a volte così vessatorio nei confronti dei cittadini – ha detto l’avvocato Ivano Giacomelli, segretario dell’associazione Codici, a Il Giornale -. Equitalia non è un’impresa che deve tendere al massimo profitto, in gioco ci sono le vite delle persone. Questa pratica deve finire”. Equitalia replica: “Gli obiettivi di riscossione sono un elemento del sistema incentivante, ma unitamente al miglioramento nei rapporti coi contribuenti e della qualità del servizio. Le somme riscosse, poi, non vanno a Equitalia ma agli Enti, Equitalia incassa solo l’8 per cento dell’aggio, mentre prima gli ex concessionari prendevano 500 milioni l’anno”. Tutti danari che escono dalle tasche degli italiani, o almeno di chi qualche soldo lo è riuscito ancora a risparmiare. Nel frattempo Roberto Maroni, neo presidente della Regione Lombardia sta già pensando di sostituire Equitalia con un ente di riscossione regionale. Senza premi sugli incassi, si spera.