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Esperti eurozona prevedono ripresa Pil e lavoro, con una sorpresa

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 23 apr. (askanews) - Meno crescita e più rincari quest'anno, ma espansione più solida il prossimo, prospettive del mercato del lavoro che migliorano, mentre a parte la temporanea accelerazione del 2021 le attese sull'inflazione restano inchiodate a valori inferiori agli obiettivi della Bce. E' il quadro che emerge dall'ultima indagine trimestrale condotta dalla stessa Banca centrale, la Survey of Professional Forecasters (Spf), che fornisce una media delle previsioni degli esperti nel settore privato, di banche, gruppi finanziari e centri studi (non sono quindi le previsioni della stessa Bce).

Sul Pil ora pronosticano mediamente un più 4,2% quest'anno nell'area euro, un più 4,1% nel 2022 e un più 1,9% nel 2023. Più a lungo termine, che significa sull'orizzonte 2025, mediamente i tecnici consultati prevedono una crescita annua che tornerà a moderarsi all'1,4%.

Quest'ultimo dato ha una sua particolare rilevanza e in una certa misura sorprende, in negativo, perché implicherebbe che apparentemente nel settore privato non si prevedono consistenti effetti di rafforzamento del potenziale di crescita dell'area euro dal piano Next Generation Eu e dal Recovery fund. D'altra parte potrebbe essere prematuro per trarre queste conclusioni: dato che ala data di effettuazione del sondaggio non erano stati nemmeno presentati i piani nazionali di ripresa e resilienza e dato che l'intero pacchetto NgEu deve essere ancora ratificato su base nazionale.

Ad ogni modo, tre mesi fa la stesa Spf indicava sul Pil più 4,4% sul 2021, più 3,7% il prossimo anno e più 1,9% sul 2023, così come un analogo più 1,4% a lungo termine. Sulla disoccupazione ora in media è atteso un 8,5% quest'anno, una moderazione all'8,1% nel 2022 7,7% nel 2023 e 7,4% a lungo termine. Tre mesi fa era indicato rispettivamente 8,9%, 8,3%, 7,8% e 7,4%.

Sull'inflazione, infine, che ha una rilevanza particolare per la Bce dato che l'indagine fornisce una indicazione sulla attese del mercato, la Spf pronostica 1,6% quest'anno, a fronte di 0,9% tre mesi fa, ma conferma i dati sugli anni successivi: 1,3% sul 2022, 1,5% sul 2023 e 1,7% a lung termine. Va tenuto presente che i dati sul prossimo anno e il 2023 sarebbero inferiori agli obiettivi della Bce, che definisce al momento stabilità dei prezzi come un caro vita inferiore ma vicino al 2% e in grado di autosostenersi a questi valori senza stimoli monetari.

La stessa Bce aggiornerà le sue previsioni su crescita economica e prezzi a giugno. A marzo stimava più 4% sul Pil 2021, più 4,1% sul 2022, più 2,1% sul 2023, sull'inflazione più 1,5% quest'anno, più 1,2% il prossimo e più 1,4% nel 2023. L0indagine è stata condotta dal 31 marzo al 12 aprile coinvolgendo 63 esperti.